Il supertelescopio James Webb ora esaminerà due mondi simili alla Terra dove potrebbe vivere l’uomo

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Da quando il super telescopio spaziale James Webb è stato lanciato in orbita, dal Natale dell’anno scorso, il mondo dell’astronomia, dell’astrofisica e della scienza in generale, è stato di fatto rivoluzionato.

James Webb, 2/6/2022 - Computermagazine.it
James Webb, 2/6/2022 – Computermagazine.it

Questo “oggetto” tecnologico ha una potenza mai vista prima in qualsiasi cosa realizzata dall’uomo, e il lavoro svolto in questi quasi primi sei mesi lo confermano. Le capacità del James Webb sono pressochè infinite, come dimostrato anche dalle recenti immagini pubblicate dalla Nasa, e lo si capisce anche dalle notizie riportate in queste ore dall’agenzia di stampa italiana Ansa, secondo cui lo stesso James Webb sarebbe ora al lavoro per provare ad individuare dei pianeti simili alla Terra dove potrebbe vivere l’uomo.

James Webb, 2/6/2022 - Computermagazine.it
James Webb, 2/6/2022 – Computermagazine.it

TELESCOPIO JAMES WEBB, DUE PIANETI NEL MIRINO

A riguardo sono stati scoperti due “stravaganti mondi alieni rocciosi”, così come scrive l’Ansa, che sembrerebbero essere alquanto interessanti, anche se per il momento non tanto ospitali. Grazie ai suoi spettografi ad alta precisione, il telescopio studierà nel dettaglio il pianeta ‘55 Cancri’, che è ricoperto di lava, e il pianeta senza atmosfera ‘LHS 3844 b’. Ad annunciare la scoperta sono stati i membri del consorzio scientifico della missione, condotta dalle agenzie spaziali di Stati Uniti (Nasa), Europa (Esa) e Canada (Csa). I due pianeti sono esterni al Sistema solare (esopianeti), e sono classificati con il nome di ‘super-Terre’, per via delle loro dimensioni e la composizione rocciosa. Per quanto riguarda 55 Cancri, si tratta di un pianeta orbitante a meno di 2,4 milioni di chilometri dalla sua stella (leggasi un venticinquesimo della distanza tra Mercurio e il Sole), e che completa un’orbita in meno di 18 ore.

Le sue temperature sono “da paura”, visto che superano di molto il punto di fusione dei minerali tipici delle rocce, ed inoltre secondo gli scienziati non è da escludere che il lato illuminato dello stesso pianeta sia ricoperto da oceani di lava. Secondo quanto raccolto dal telescopio Spitzer, la regione più calda di 55 Cancri non è però quella esposta direttamente alla sua stella, e Webb proverà a risolvere questo enigma, cercando di capire se tale fenomeno “sia dovuto alla presenza di un’atmosfera dinamica – scrive l’Ansa – che fa muovere il calore intorno al pianeta oppure se il pianeta ruoti su se stesso con un ciclo giorno-notte”. L’altro pianeta da studiare, leggasi LHS 3844 b, orbita anch’esso molto vicino alla sua stella, completando un giro addirittura in sole 11 ore. La sua stella risulta però essere piccola e fredda, di conseguenza il pianeta non risulta essere abbastanza caldo da fondere la superficie. Secondo Sptizer la sua atmosfera non sarebbe inoltre consistente e per questo “rappresenta un’opportunità unica – conclude l’Ansa – per studiare con lo strumento MIRI l’emissione termica della superficie dell’esopianeta in modo da determinarne la composizione”.

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