Anche nel Metaverso si fanno i tatuaggi e diventano subito degli NFT di moda!

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La moda dei tatuaggi invade anche il Metaverso. E non in senso metaforico ma letterale. Infatti proprio nel Metaverso è stato realizzato il progetto MetaINK 3D, il primo tatuaggio trasformato anche in NFT che è stato realizzato nel Metaverso dal tatuatore Gabriele Pellerone.

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MetaINK 3D – Computermagazine.it

Pellerone ha realizzato questo tatuaggio durante una performance dentro uno spazio virtuale che si trova nel metaverso utilizzando un visore di tipo Oculus e degli strumenti anche essi digitali per realizzare questo tatuaggio.

Il disegno è stato poi ricreato su un avatar gender fluid ispirato liberamente a Metropolis di Fritz Lang e poi diviso in 5 parti e trasformato in altrettanti NFT che sono stati messi in vendita sul marketplace Opensea.it.

Il tatuaggio di Pellerone è stato venduto come NFT

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NFT – Adobe Stock

Gli NFT fanno parte del mondo delle criptovalute, ma al contrario di queste ultime, sono dei “token non fungibili” che solitamente vengono venduti come opere d’arte uniche nel loro genere e vengono ovviamente pagate con criptovaluta.

Gabriele Pellerone è un tatuatore di fama internazionale, pur essendo molto giovane, ed ha realizzato in una performance nel Metaverso questo tatuaggio su un avatar gender fluid dorato grazie a tutta una serie di strumenti specificamente pensati per il metaverso, come i visori della realtà aumentata e degli strumenti della realtà virtuale per creare un tatuaggio digitale.

Il film Metropolis di Fritz Lang, che ha ispirato l’avatar gender fluid su cui ha lavorato Pellerone, è ambientato nell’anno 2026, in cui un gruppo di industriali governa il pianeta, relegando i lavoratori in un mondo sotterraneo, in cui subiscono ogni sorta di maltrattamento. Tuttavia, un androide dalle sembianze femminili li ispira alla rivolta.

Sebbene il tatuaggio di Pellerone sia stato diviso in 5 parti e messo in vendita come NFT, una parte di esso è stata esposta alla Milano Design Week conclusasi il 12 giugno. La parte esposta era quella denominata Head 1/5, ovvio quella che riguarda la testa dell’androide, e si trovava in Corso Garibaldi dove è stata esposta h24 per poter essere ammirata da tutti i passanti.

FONTE: Smartworld

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