La biologia si unisce alla robotica: svolta sensazionale per la lotta ai tumori, grazie ai cyber-batteri

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L’unione fa la forza. Biologia e robotica insieme nella lotta contro uno dei mali più maledetti della storia: il tumore. Interessanti, che fa rima con importanti novità, potrebbero arrivare dall’Istituto tedesco Max Planck, che hanno pubblicato il risultato di una accurata ricerca sui cyber batteri, sulla rivista Science Advances.

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Batteri – Adobe Stock

I bioibridi batterici, composti da batteri semoventi che trasportano materiali in micro/nanoscala, possono fornire il loro carico utile a regioni specifiche sotto controllo magnetico, consentendo ulteriori frontiere nella medicina minimamente invasiva. L’istituto Max Planck, con il suo team specializzato, ne è fermamente convinto.

Tuttavia, gli attuali progetti di bioibridi batterici mancano di alta produttività e di facile costruzione con carichi favorevoli, quindi con prestazioni inferiori in termini di propulsione, efficienza del carico utile, penetrazione dei tessuti e funzionamento spaziotemporale.

Avanti tutta: ottenuti 86 cyborg-batteri su 100

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Intelligenza Artificiale – Adobe Stock

Lo studio riportiamo i bioibridi batterici controllati magneticamente per la localizzazione mirata e il rilascio di farmaci multistimolo-reattivi in matrici biologiche tridimensionali (3D). Nanoparticelle magnetiche e nanoliposomi caricati con agenti fototermici e molecole chemioterapiche su Escherichia colicon ~90% di efficienza.

I bioibridi batterici – specificano dal team teutonico – superando i microrobot basati su E. coli precedentemente segnalati, hanno mantenuto la loro motilità originale e sono stati in grado di navigare attraverso matrici biologiche e colonizzare sferoidi tumorali sotto campi magnetici per il rilascio su richiesta delle molecole di farmaco da stimolo nel vicino infrarosso”.

Avanti così, dunque. “Il nostro lavoro – continuano dall’istituto tedesco – fornisce quindi una piattaforma microrobotica multifunzionale per la locomozione guidata in reti biologiche 3D e l’erogazione di terapie reattive agli stimoli per diverse applicazioni mediche”.

I cyber-batteri sono figli di robotica e biologia. Li hanno realizzati i ricercatori dell’Istituto tedesco Max Planck, e avranno l’obiettivo di fornire una terapia minimamente invasiva per il paziente, indolore. E i farmaci svilupperebbero il loro effetto dove necessario e non all’interno dell’intero organismo.

Da qui alla soluzione del problema ce ne passa, ahinoi. Quel maledetto male sta nuocendo ancora vittime. Ma i ricercatori dell’Istituto Max Planck sono riusciti a ottenere 86 batteri-cyborg su 100, aggiungendo sulla superficie esterna di E. coli due elementi diversi. Il primo è costituito da nanoliposomi, il secondo elemento è dato nanoparticelle magnetiche di ossido di ferro, che servono a potenziare le capacità di movimento dei batteri e a facilitarne il controllo.

Così i cyber batteri, guidati da un campo magnetico, dovrebbero farsi strada fino al tumore, quindi, con un laser a infrarossi fa sciogliere i minuscoli contenitori dei farmaci. Sarebbe un grande passo in avanti, in quanto i medicinali contro il cancro verrebbero rilasciato solo quando servono..

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