PlayStation conferma l’acquisizione di Bungie, si prospetta un nuovo futuro per Sony

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Botta e risposta. Al netto di inevitabili tempi burocratici e non senza il superamento dello sbarramento della sempre vigile Federal Trade Commission, alcuni colossi della tecnologia si stanno sfidando a colpi di acquisizioni.

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Sony – Adobe Stock

Così, mentre Microsoft stringe per prendere uno dei leader del mondo dei gaming, Activision Blizzard (quelli di Call of Duty o Diablo, tanto per capirci), Sony conferma l’acquisizione di Bungie da parte di PlayStation.

La Bungie Studios è una nota azienda statunitense specializzata nello sviluppo di videogiochi fondata negli anni ’90 da Alex Seropian e Jason Jones. L’azienda di Chicago ora di appresta a passare al nemico.

Bungie, da Microsoft a Sony il passo è breve

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Sony – Adobe Stock

Già, Bungie fu acquisita proprio da Microsoft a inizio del nuovo millennio, con il risultato che uno dei progetti principali, Halo: Combat Evolved, venne convertito in un titolo di punta per la console che la società di proprietà di Bill Gates era in procinto di immettere sul mercato, ovvero la Xbox. Halo si rivelò una vera e propria “killer app” per Xbox, facendo registrare la vendita di milioni di copie e gettando le basi dei futuri successi commerciali conseguiti dalla serie di Halo. Ma la crisi del settimo anno fu fatale: la Bungie annunciò la sua separazione da Microsoft per diventare una società privata e indipendente. Almeno finora.

Già, con un’operazione da 3.6 miliardi di dollari, PlayStation ha finalizzato l’acquisizione di Bungie, il che vuol dire aprire nuovi orizzonti per il futuro di Sony. Che sogna il grande sgarbo a Microsoft con la dura lex… sed lex.

Sebbene si tratti di una grossa somma per un’azienda relativamente piccola, la fusione è stata abbastanza modesta da eludere il controllo antitrust che la rivale di Sony, Microsoft, ha innescato con la sua prevista acquisizione parallela di Activision Blizzard per 69 miliardi di dollari.

Bungie potrebbe non essere un’entità tentacolare come Activision Blizzard – che pubblica di tutto, da Overwatch e World of Warcraft al mega franchise di Call of Duty – ma è comunque pronta ad avere un enorme impatto sulla tabella di marcia di Sony per i giochi del prossimo futuro.

Bungie rimarrà comunque uno studio di gioco autonomo, ma la sua esperienza sarà intessuta nella strategia dell’azienda per i PlayStation Studios, la divisione di Sony Interactive Entertainment dedicata alla realizzazione di giochi tentpole che mettono in mostra l’abilità tecnologica dell’azienda. Sony ha grandi piani per sfruttare il modello perfezionato di Bungie per un’intera serie di giochi live: game multiplayer online che vendono beni virtuali e si evolvono nel tempo, spesso addebitando ai giocatori tariffe mensili per l’accesso o vantaggi speciali. Insomma, un affarone che va ben oltre i 3,6 miliardi di dollari spesi da Sony per prendere Bungie, un ex Microsoft: come unire l’utile al dilettevole.

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