Cydia fa causa a Apple: “App store è un monopolio, non c’è concorrenza”

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Logo Apple
Apple, il logo (Apple.com)

Si allunga la lista di coloro che accusano la Apple (così come altri big dell’elettronica) di pratiche anti-concorrenziali sul mercato. L’ultimo a puntare il dito contro l’azienda di Cupertino è Cydia, negozio di app alternative per iOS che ha fatto causa ad Apple, accusandola di aver creato un monopolio con App Store. Negli anni addietro, quando non esisteva ancora lo store ufficiale delle applicazioni della Mela, Cydia aveva raggiunto una certa notorietà, anche perchè permetteva ai vari utenti di personalizzare il proprio sistema operativo attraverso il download di app che la stessa Apple non aveva ancora previsto. Con il passare degli anni però la situazione è cambiata, anche a causa del fatto che iOS è divenuto un sistema sempre più “chiuso”. Di conseguenza Jay Freeman, l’invento di Cydia, ha deciso di fare causa ad Apple in quanto “Ha iniziato a costringere gli utenti a non utilizzare nessun altro servizio di distribuzione di app iOS se non l’App Store, accoppiandolo sempre più vicino all’iPhone stesso, in modo da escludere la concorrenza”.

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Apple, il logo (Apple.com)

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CYDIA VS APPLE: TANTE LE AZIENDE CHE HANNO ALZATO LA VOCE

Obiettivo della causa di Cydia contro Apple, cercare di “aprire i mercati della distribuzione di applicazioni iOS e dell’elaborazione dei pagamenti delle applicazioni iOS a coloro che vogliono competere lealmente con Apple, e di recuperare gli enormi danni causati da Apple”. Secondo lo stesso Freeman se non vi fosse l’App Store gli utenti avrebbero più libertà di scelta: “Se non fosse per l’acquisizione e il mantenimento anticoncorrenziale da parte di Apple di un monopolio illegale sulla distribuzione di applicazioni iOS, gli utenti di oggi sarebbero effettivamente in grado di scegliere come e dove localizzare e ottenere le applicazioni iOS, e gli sviluppatori sarebbero in grado di utilizzare il distributore di applicazioni iOS di loro scelta”. Cydia, come detto in apertura, è solo l’ultima azienda che si è mossa contro Cupertino, tenendo conto che già in un recente passato Spotify e Deezer, giusto per citare i primi nomi noti, avevano già alzato la voce dando vita a “Coalition for App Fairness”, un’organizzazione no profit che raccoglie le proposte dei vari sviluppatori di app.

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