Digitale terrestre e tv obsolete a tubo catodico: “In Italia sono 9 milioni”

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Digitale terrestre (Corriere.it)

Torniamo a parlare del digitale terrestre, ed in particolare dello switch off al Dvb-T2, passaggio che si completerà solamente nel 2022, precisamente fra il 21 e il 30 giugno. Una piccola rogna per tutti coloro dotati di televisori datati, per lo meno, acquistati prima del primo gennaio del 2017. Gli schermi comprati fino al 31 dicembre 2016, infatti, potrebbero non supportare il nuovo segnale, di conseguenza, due sono le cose da fare: o cambiare il televisore, oppure, acquistare un decoder che legga appunto il nuovo segnale in HD. Per venire incontro a coloro che saranno costretti al cambio, il governo ha messo a disposizione un bonus tv del valore massimo di 50 euro, una piccola cifra che comunque andrà a coprire in parte un eventuale nuovo schermo. Lo stato ha stanziato circa 250 milioni di euro per l’acquisto di nuove televisori che supportino lo switch off del digitale terrestre, ma c’è il rischio che tale cifra possa non bastare.

Digitale terrestre (Corriere.it)

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Durante una recente intervista, infatti, l’ingegnere Bianca Papini, responsabile regolamentazione media e infrastrutture per Confindustria Radio Televisioni, ha spiegato che il numero di tv obsolete in Italia è di almeno 9 milioni: “Contavamo nel 2019 – le sue parole – circa 30 milioni di apparecchi da sostituire (Dati Ipsos per Auditel, ndr) per la conformità dal Dvb-T2, ma di questi 9 milioni non sono adeguati neanche per la transizione hd del 2021. E stiamo parlando di prime case di 3 milioni di famiglie. C’è uno zoccolo duro – ha aggiunto – che mantiene il proprio vecchio televisore, anche a tubo catodico con decoder Dvb-T di prima generazione. Considerati i numeri bisognerebbe quindi avere un volume di vendite nettamente superiore”. Negli ultimi due anni le vendite in Italia di nuove tv sono passate da 190mila pezzi mensili a 90mila, e molte di esse non vanno però a sostituire i vecchi televisori.

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