Google critica le norme sui droni per problemi di privacy

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Per Google e Wing le norme sulla sicurezza dei droni mettono a repentaglio la privacy dei cittadini: meglio raccogliere le informazioni su Internet.

Drone delivery in crescita esponenziale
Drone delivery in crescita esponenziale durante il lockdown (Pixabay.com)

Google mette in guardia dai possibili effetti indesiderati delle norme sulla sicurezza diffuse in materia di droni dalla FAA, la Federal Aviation Administration, ossia l’amministrazione del trasporto aereo degli Stati Uniti D’America. Si dà il caso che Alphabet (controllante di tutto l’universo Google) sia alle spalle di Wing, società di air delivery su drone fondata nel 2018 e attiva in USA, Australia e Finlandia. Il risultato è che il nuovo regolamento condizionerà pesantemente il business di Wing.

L’agenzia del Dipartimento dei Trasporti a stelle e strisce ha decretato che i droni al di sopra dei 25 kg dovranno essere muniti di un sistema di identificazione che ne permetta il tracciamento da remoto: il “remote id broadcast” dovrà fornire dati sulla posizione, l’altitudine e la velocità del drone, come anche la posizione e l’identità del pilota.

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Per Google il tracciamento dei droni mette a rischio la privacy

food delivery wing drones
Il futuro del food delivery sarà affidato solo ai droni? (image from Pixabay.com)

Secondo Wing, ciò costituisce un problema per la privacy dei cittadini, americani e non. Informazioni private come l’indirizzo di residenza o il posto e l’orario in cui si richiede la delivery sarebbero pericolosamente esposte. Tuttavia, Wing/Google riconosce la necessità di sorvegliare il traffico aereo e propone di consentirne il tracciamento via Internet. I dati così raccolti sarebbero disponibili soltanto per comprovate ragioni legali.

Il tasso di crescita dell’industria dei droni volanti è ovviamente quello più alto nel settore dei trasporti. Peraltro, il loro utilizzo è aumentato esponenzialmente durante la pandemia di Covid-19: non solo il food-delivery abbracciato da Wing e le consegne di Amazon, ma anche e soprattutto la consegna di medicinali in zone del pianeta che ne hanno disperatamente bisogno, come il Centro Africa, dove la Swoop Aero opera nella Repubblica Democratica del Congo, Malawi e Mozambico.

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La nuova normativa non sarà in vigore fino al 2023. C’è dunque ancora tempo prima di capire come il traffico dei droni sarà tenuto sotto controllo, da chi e su quale piattaforma. Ma siamo certi che la preoccupazione di Google per la privacy dei cittadini sia già di per sé una notizia per molti lettori. L’azienda simbolo della globalizzazione e della data economy è stata più volte accusata di detenere il monopolio del mercato proprio grazie alla sua imponente macchina di raccolta dati dei consumatori. Per questo il suggerimento di gestire i dati del traffico dei droni via Internet invece che tramite una trasmissione sulle frequenze locali, suona quantomeno ironico.

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