Dash Cam, Tesla e Sentinel Mode: privacy o diritto di sorveglianza?

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La riservatezza dei dati personali, o ancora meglio il loro utilizzo, è diventato un nodo cruciale del mondo iperconnesso come quello in cui viviamo. Si parla costantemente di privacy, ma siamo sicuri di sapere come proteggere le nostre informazioni più riservate o come evitare di infrangere la sfera intima altrui?

Matteo Flora, esperto in reputazione digitale e professore a contratto in Corporate Reputation presso l’Università di Pavia, vuole offrire gli strumenti per affrontare questo tema e cruciale. Per questo da oggi parte una rubrica sul suo canale YouTube Ciao Internet dedicata proprio alla gestione dalla privacy, con il nome evocativo #Garantismi.

Matteo Flora #Garantismi
Matteo Flora #Garantismi

Ad affiancarlo nel racconto e nella spiegazione di meccanismi giuridici molto complessi è l’avvocato Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali.

La diretta è in programma dalle 18, basta aprire il collegamento in fondo all’articolo

Siete certi che la legge vi consenta di poter riprendere tutto quello che volete, anche se lo state facendo in buona fede? L’esempio viene da un’auto supertecnologica, come la Tesla. Questa automobile è elettrica e dotata di un’assistenza alla guida di alto livello. Per proteggerla la casa produttrice ha installato ben 9 cam, che monitorano, attraverso il sistema Sentinel, tutto il perimetro attorno, così da attivarsi in caso di tentativi di effrazione.

Guido Scorza #garantismi
Guido Scorza #garantismi

Privacy sulle nostre macchine: videoregistrare è lecito?

Ma non esiste solo da Tesla, visto che in tanti hanno ormai montato una dash cam anche su autoveicoli che non avevano telecamere di serie. In entrambi i casi le registrazioni finiscono in un supporto fisico. Ma quello che registrano è lecito? La risposta è delicata e chiama in causa proprio la privacy. Se da una parte è legale monitorare i tentativi di effrazioni o vandalici, cosa è possibile memorizzare e cosa no?

La quasi totalità delle auto viene infatti parcheggiata su strada pubblica e questo pone una serie di interrogativi sull’utilizzo delle videocamere di sorveglianza. Ad esempio, sarebbe obbligatorio mettere dei cartelli di avviso sul veicolo? E per quanto tempo dovrebbero essere conservate le immagini?

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Il problema riguarda i proprietari privati, ma anche le eventuali auto in leasing o di proprietà di società e aziende. Ma non è solo il perimetro esterno ad essere sotto la lente di ingrandimento. Esistono cam utilizzate anche per registrare l’abitacolo. Questo accade spesso per i taxi o per i noleggi con conducente. In questo caso è obbligatorio avvertire il cliente? E come sono gestite poi queste immagini?

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A tutte queste domani cercano di dare una risposta Matteo Flora e l’avvocato Scorza: il futuro della nostra vita digitale dipenderà da come saremo in grado di gestire, con la massima garanzia, l’enorme mole di dati che ci riguardano.

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