Chrome testa il blocco della navigazione in incognito con Face e Touch ID

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Una funzione per iOS nasconderà le tab di Chrome in incognito. Per sbloccarle, sarà necessaria l’autenticazione con Face ID o Touch ID.

Google Chrome incognito
Sessione in incognito schermata agli altri utenti (chrome.google.com)

In attesa della release di Chrome 89, Google sta sviluppando una funzionalità per gli utenti iOS. Si tratta di un’aggiunta nella strumentazione che gestisce la privacy e la sicurezza del browser. Infatti, nella versione beta di Chrome è ora possibile nascondere le tab in incognito ad altri utenti che dovessero avere tra le mani il nostro smartphone. Non tutti i beta testers la hanno ancora a disposizione, ma è già elencata tra le note di rilascio della prossima update della app per il sistema operativo di iPhone.

In pratica, ogni volta che ci separiamo da nostro dispositivo mentre una sessione in incognito è aperta, le tab diventeranno automaticamente illegibili. Secondo 9to5google.com le pagine saranno opacizzate e impossibili da consultare fino a quando il proprietario del telefono non si autenticherà tramite Face ID o Touch ID.

Chrome, come funziona il blocco della sessione in incognito

Google Chrome (Adobe Stock)
Google Chrome (Adobe Stock)

E dunque Google sta per aggiungere un’ulteriore protezione alla navigazione in incognito. Si tratta di un accorgimento molto utile sia nel caso di uno smartphone perso di vista, magari lasciato a casa in carica durante una rapida uscita, oppure quando lo prestiamo intenzionalmente a qualche amico o familiare. Nessuno potrà comunque accedere al contenuto delle tab private, che saranno per l’appunto protette dal riconoscimento facciale o touch. In altre parole, solo il legittimo proprietario avrà l’accesso.

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L’attivazione del blocco è molto semplice e si trova nelle impostazioni del browser. Una volta selezionata la schermata relativa alla privacy, avremo finalmente la possibilità di selezionare il blocco della sessione in incognito. Chrome 89 è atteso a inizio marzo e dovrebbe presentare la feature per tutti i possessori di iPhone. Nessuna notizia per la versione Android.

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Si tratta dello stesso meccanismo di sblocco settato per schermare il contenuto di Google Drive già dal maggio del 2020: i file che immagazziniamo sul cloud di big G smettono di essere visualizzati se interrompiamo la sessione. A meno che, per questioni di praticità,  non abbiamo impostato il delay della funzione di dieci secondi, un minuto o dieci minuti. Un’identica precauzione è impostata sulla app di ricerca: se una sessione privata viene lasciata per più di 15 minuti, occorre il riconoscimento attraverso i fattori biometrici.

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