Whatsapp, arriva la rivoluzione per le foto
WhatsApp può generare un report di tutti i tuoi dati, grazie al GDPR europeo. Ecco come fare per conoscere quali sono le informazioni che l’app di messaggistica istantanea è in possesso.
Una serie di dati personali e meno personali di cui WhatsApp è in possesso può essere condivisa con l’utente, utilizzatore dell’app di messaggistica istantanea. Tutto questo grazie al – sempre sia santificato – GDPR europeo, legge che regola la protezione dei dati personali degli utenti su internet nel continente europe. Elenco dei contatti, quali termini di servizio sono stati accettati, a che giorno, a che ora, nome dei gruppi di cui si fa parte e la versione di WhatsApp Web in uso. Questi sono solo alcuni dei dati che WhatsApp può generare in un report assolutamente preciso ed esente da “segreti”.
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Ultimamente il tema WhatsApp è tra i più caldi del web. La nuova policy, che verrà messa in atto a partire dal mese di maggio dopo il rinvio, continua a far discutere. Proprio per questo motivo la stessa WhatsApp tiene a precisare quanto sopra. Per ottenere il report basterà recarsi, dall’applicazione, in Impostazioni > Account > Richiedi informazioni sull’account. Una richiesta che può essere fatta direttamente dall’utente e che richiederà circa tre giorni lavorativi per essere esaudita. Un rapporto delle informazioni e impostazioni del tuo account WhatsApp a cui puoi accedere o che puoi trasmettere a un’altra app verrà generato e reso disponibile al download per l’utente.
All’interno del report, reso disponibile come archivio da aprire, un file HTML che sarà possibile aprire con un browser e un file json, ideale per il trasferimento delle informazioni ad un altro servizio. L’elenco completo delle informazioni comprende:
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Resta il dubbio se queste siano davvero tutte le informazioni di cui WhatsApp è in possesso quando si parla del proprio account e dei propri dati personali. C’è da fidarsi? Forse sì, forse no. Il consiglio alla base è sempre quello di utilizzare la crittografia end-to-end, per evitare che qualsiasi azienda possa mettere le mani all’interno delle nostre chat.
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