Diritti tv, SKY al contrattacco: “Accordo DAZN-TIM lede il principio di concorrenza”

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A colpi di lettere alla Lega. Era già accaduto dopo con la controfferta da parte di Sky nella corsa al diritti tv della Serie A di calcio del prossimo triennio, che aveva provocato l’ira di DAZN. Succede di nuovo.

SKY, battaglia per i diritti tv (Adobe Stock)
SKY, battaglia per i diritti tv (Adobe Stock)

Stavolta è il turno di SKY scrivere una missiva al Del Pino per chiedere chiarimenti riguardo l’intesa con DAZN ufficializzata in settimana da TIM.

Diritti tv, Ibarra insinua il dubbio: “La Serie A distribuita su tutte le piattaforme”

Diritti tv Serie A, è battaglia fra SKY e DAZN (Foto Prima)
Diritti tv Serie A, è battaglia fra SKY e DAZN (Foto Prima)

L’accordo che Dazn avrebbe sottoscritto con Tim, un suo concorrente diretto, per i diritti tv della Serie A per il prossimo triennio è critico per il principio della concorrenza”. Comincia così la lettera di Maximo Ibarra, mandata alla Lega e per conoscenza a molti organi di stampa.

“Ho appreso dalla stampa che DAZN avrebbe sottoscritto un accordo strategico con Tim, un suo concorrente diretto, in vista della gara per l’acquisizione dei diritti di trasmissione del campionato di Serie A per il ciclo 2021-2024 – scrive l’amministratore delegato di SKY per l’Italia – tale partnership commerciale, finanziaria e tecnologica durerebbe per l’intero ciclo dei diritti e prevedrebbe la corresponsione di minimi garantiti da Tim a favore di Dazn per un ammontare superiore al 40% del valore dei diritti stessi”.

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Toni alti, Ibarra evidenzia così la criticità dell’accordo: “Dal comunicato stampa di Tim diffuso martedì si evince che, grazie all’accordo firmato con Dazn e ai cospicui minimi garantiti messi sul piatto, Tim beneficerebbe di un trattamento preferenziale nella distribuzione di DAZN, pur essendo Tim l’operatore incumbent con maggiore forza di mercato in Italia, in particolare nel segmento broadband”.

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“Un tale accordo – continua Ibarra – di distribuzione preferenziale potrebbe quindi generare potenziali criticità concorrenziali e di compatibilità con la legge Melandri”.

L’offerta di SKY per aggiudicarsi i diritti tv sulla Serie A di calcio per il triennio 2021-2024 è da mezzo miliardo, 505 milioni l’esattezza da versare entro tre giorni dall’assegnazione: 130 milioni della rata di maggio-giugno 2020 non versata e oggetto di una causa a Milano, più 375 milioni pari a metà dei 750 milioni offerti per la stagione 2021-22.

DAZN, da canto suo, mette sul piatto dei diritti tv della Serie A 840 milioni di euro a stagione. “Nell’interesse dei milioni di tifosi italiani – aggiunge Sky – siamo convinti che sia estremamente importante che la Serie A venga distribuita su tutte le piattaforme e sul più ampio numero di device possibile, in modo che ogni tifoso possa godere dello spettacolo nel modo che preferisce. Ad esempio, la Serie A di SKY è oggi trasmessa su satellite, digitale terrestre e in streaming, in diverse offerte commerciali Sky e NowTV, ed è visibile su set-top box sia Sky sia delle principali Telco, oltre che su un’ampia gamma di connected devices, quali ad esempio Smart TV”.

“Se la Serie A – rimarca SKY – non verrà distribuita su tutte le piattaforme e/o devices i tifosi avranno meno scelta, le audience ne soffriranno con ricadute importanti sulla pubblicità e sulle sponsorship, con complessiva perdita di valore del prodotto Serie A”.

Alla vigilia di una riunione di Lega molto importante in ottica diritti tv, SKY conclude la lettera con un invito: “A verificare che non vi siano vincoli di alcun tipo alla distribuzione della Serie A su alcuna piattaforma o device, comprese quelle di SKY. Ritengo che tale aspetto meriti di essere chiarito alla Lega in anticipo con tutto il dettaglio e la precisione necessari”.

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