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Brave sfida Google: ecco il motore di ricerca “privacy first”

Brave sfida il colosso della ricerca online Google con un search engine che si propone di privilegiare la privacy degli utenti.

Brave sfida Google con un motore di ricerca “privacy first” (image from brave.com)

Tanto coraggioso da sfidare Google sul suo stesso campo da gioco. Brave, il browser prodotto dal co-fondatore di Mozilla, Brendan Eich, ha annunciato il lancio di Brave Search, che si pone come esplicita alternativa al motore di ricerca sviluppato da Larry Page and Sergey Brin a metà anni 90. Di più, la promessa di Brave Search è quella di un motore di ricerca “privacy first”, ovvero che privilegia la dimensione privata degli utenti.

Privacy first, ma non a discapito della qualità dei risultati. Nella nota pubblicata sul blog ufficiale di Brave, la società annuncia l’acquisizione di Tailcat, un motore di ricerca open source che costituirà la base di Brave Search. La ricerca di Tailcat, si legge nel post, è “costruita su un indice completamente indipendente” ed è “capace di fornire la qualità che le persone si aspettano, ma senza compromettere la loro privacy”, perché “non raccoglie indirizzi IP né utilizza informazioni” personali per migliorare i risultati della ricerca.

Brave sfida Google: gli utenti chiedono più privacy

Google Chrome (Adobe Stock)

E i riferimenti a Google non sono nemmeno velati, visto che la società di Eich definisce Brave Search e Brave Browser come “la prima alternativa indipendente e con in mente la privacy degli utenti” rispetto a Google. E ancora: Google “sfrutta il tracciamento della navigazione degli utenti” e così facendo si assicura una fetta di mercato del 70% con Google Chrome e del 92% con il motore di ricerca.

Tailcat è stato sviluppato dal team della tedesca Cliqz, società che ha chiuso i battenti lo scorso maggio e che da tempo lavorava a un motore di ricerca che facesse concorrenza a Google. Gli sviluppatori di Tailcat si sono ora trasferiti all’ombra di Brave per portare il loro know-how e i risultati ottenuti fin qui nella nuova avventura. Tra questi, uno salta agli occhi: l’algoritmo che determinerà il ranking dei risultati su Brave Search sarà totalmente trasparente, a differenza di quello utilizzato da Google che invece è coperto dalla più completa riservatezza.

È possibile registrarsi sulla waiting list per usare il nuovo motore di ricerca prima degli altri (image by kOoLiNuS, licensed under CC BY-NC-SA 2.0)

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Cresce la domanda per alternative ai colossi di Big Tech

Brave ha insomma tutta l’intenzione di sfruttare l’hot topic della privacy online e non ci gira intorno. La domanda per una rete indipendente e lontana dalla raccolta dati delle aziende Big Tech è cresciuta in maniera evidente durante la pandemia e secondo Brave il trend non si spegnerà. Solo nel 2021, l’azienda di San Francisco ha visto aumentare i propri utenti mensili da 11 milioni a 26 milioni. “E ci aspettiamo che la domanda salga ancora, considerato cosa i consumatori pensano delle pratiche invasive di Big Tech”. Ogni riferimento a Google Chrome – o a Facebook e WhatsApp, se è per questo – è tutt’altro che casuale.

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Questa è la pagina dove potrete lasciare la vostra email e iscrivervi alla waiting list per provare il motore di ricerca. Inutile precisare che Brave non utilizzerà il vostro indirizzo per nessun altro scopo.

Raffaele Pigneri

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