L’asteroide Apophis ha ‘salutato’ la terra: “Nel 2029 lo vedremo a occhio nudo”

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L’asteroide Apophis ha “salutato” la terra nella notte appena passata. Erano le 2:15 italiane del 7 marzo quando il gigantesco masso spaziale si è trovato “vicino” al nostro pianeta, e per vicino si intendono 15 milioni di chilometri, che tradotto rappresenta un decimo della distanza che c’è fra il sole e la Terra (circa 150 milioni di chilometri).

Apophis (Foto LaStampa)
Apophis, l’asteroide che ha ‘sfiorato’ la Terra (Foto LaStampa)

Apophis è stato scoperto dagli astronomi 17 anni fa, nel 2004, ed è considerato il più celebre fra gli asteroidi potenzialmente pericolosi, ovvero, quelli che veleggiano attorno al nostro pianeta e che potrebbero quindi colpirlo. Il corpo celeste ha delle dimensioni importanti, circa 350 metri di diametro, e nel caso di un impatto con il pianeta abitato dagli uomini provocherebbe un’esplosione mai vista prima, l’equivalente, stando agli esperti, di 880 milioni di tonnellate di tritolo che esplodono tutti in una volta sola. Difficile immaginare cosa potrebbe fare una deflagrazione di tale portate, senza dubbio spazzerebbe via dalla faccia della terra in un solo istante migliaia di chilometri quadrati di vita, con tutto ciò che ne consegue.

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Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, è stato intervistato dall’agenzia Ansa sulla questione, e in merito al passaggio della notte passata ha spiegato: “è stato uno ‘sfioramento’ relativamente vicino, perchè inferiore alla distanza degli asteroidi che si trovano nella fascia tra Marte e Giove, ma comunque pari ad un decimo della distanza Terra-Sole, quindi senza alcun rischio per noi”, aggiungendo, nelle ore precedenti il passaggio, che “sarà possibile fotografarlo con strumenti amatoriali”.

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Ma chi si fosse perso il passaggio di Apophis nella notte non deve disperare in quanto fra otto anni lo stesso tornerà a farci visita. Secondo gli addetti ai lavori il prossimo passaggio è previsto il 13 aprile del 2029, e sarà uno “sfioramento” ancora più consistente. Gianluca Masi, a riguardo, dice: “Si troverà a passare più vicino dei satelliti geostazionari, a circa 30.000 chilometri. In quell’occasione sarà possibile vederlo persino a occhio nudo”. In seguito previsti altri due avvistamenti: “Dopo il passaggio da record del 2029 – conclude il responsabile del Virtual Telescope – Apophis tornerà a trovare la Terra, prima nel 2036 e poi nel lontano 2068″.

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