Unione Europea sotto attacco hacker: intrusione massiccia negli scorsi giorni

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E’ finita sotto attacco hacker l’Unione Europea. La violazione informatica si sarebbe verificata di preciso la scorsa settimana e avrebbe colpito le istituzioni europee con un attacco che viene definito “significativo” anche se al momento si sa ben poco dell’accaduto.

Attacco hacker all'Unione Europea (Foto Corriere.it)
Attacco hacker all’Unione Europea: i dettagli (Foto Corriere.it)

Quello che è emerso è stato comunicato dalla stessa Ue attraverso uno dei suoi portavoce, specificando che si è trattato di un’offensiva ben organizzata, quindi non portata a termine dai degli hacker improvvisati, ma da dei professionisti. Nonostante l’intrusione cibernetica, non si sarebbero comunque verificate fughe di dati sensibili o altre conseguenze importanti alle infrastrutture della comunità. “Stiamo lavorando a stretto contatto con CERT-EU – ha fatto sapere l’Unione Europea a riguardo – il Computer Emergency Response Team delle istituzioni europee, le agenzie e i produttori della soluzione IT attaccata: in ogni caso, non si sarebbe riscontrata alcuna violazione significativa”.

Unione Europea sotto attacco hacker (Foto Corriere.it)
Unione Europea sotto attacco hacker negli ultimi giorni (Foto Corriere.it)

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Un attacco su vasta portata che avrebbe fatto scattare una serie di allarmi, portando il grado di pericolo al massimo dell’allerta, e che giunge dopo una recente raccomandazione affinchè si facesse molta attenzione agli attacchi di phishing per provare a penetrare i sistemi di Bruxelles sfruttando l’ingenuità di qualche membro della stessa Unione. Come infatti qualsiasi comune mortale, anche i funzionari che lavorano in seno all’Unione Europea non sono avvezzi ai metodi di intrusione, di conseguenza possono essere facilmente raggirabili con un classico attacco di phishing, magari via email o via chat, di modo da ottenere credenziali di accesso segrete. Secondo quanto emerso, comunque, il recente attacco informatico non sarebbe stato causato da qualcuno che ha “abboccato all’amo”, ma si tratterebbe di un’intrusione di natura tecnica.

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Già scattate le indagini con gli organi preposti che stanno cercando di capire da dove sia giunta l’offensiva, e i primi sospetti ricadrebbero su Russia e Cina, due fra le nazioni che ospitano i principali hacker al mondo, e già recentemente protagoniste di attacchi sempre nei confronti dell’Unione Europea. Il mese scorso l’Autorità bancaria europea aveva rivelato che i suoi sistemi potevano essere stati compromessi a seguito di un attacco via posta elettronica collegato alla Cina: in quel caso erano stati esposti i dati di migliaia di organizzazioni.

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