Batterie allo stato solido: tra poco verranno stampate in 3D

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Ci ha pensato Sakuu Corporation, con una innovativa tecnica mista che punta all’esordio già entro la fine dell’anno.

Ingegneri al lavoro
In arrivo grandi novità per le auto elettriche (by Adobestock)

Si possono abbattere in un solo colpo costi di produzione ed aumentare sicurezza e sostenibilità a beneficio delle performance e dell’ambiente? Sakuu Corporation pensa di sì, e crede sia possibile già entro la fine del 2021. L’azienda statunitense (ex Kera-Cel), di comune accordo col principale fornitore giapponese di componenti automobilistici per Oem Masashi Seimitsu, lancia la sfida per la messa a punto rapida di batterie allo stato solido in 3D, che andranno a rimpiazzare le già ultrapotenti batterie in ioni di litio.

Negli ultimi tempi si è fatto un gran parlare dell’argomento, a seguito degli annunci di Toyota, Wolkswagen e Quantumscape sulla ricerca di fondi per i progetti pilota e le rispettive strategie volte all’elettrificazione. Le batterie allo stato solido non sono dunque una novità assoluta, ciò che rende il progetto Sakuu terribilmente appetibile però è la stampa in 3D. La sostanziale variazione ingegneristica difatti permetterà la realizzazione di accumulatori di energia delle dimensioni di circa la metà delle tradizionali batterie al litio ed un peso specifico ridotto del 30%, con conseguente risparmio pure sulla materia prima.

Batterie allo stato solido in 3D: i segreti di un successo annunciato

Ecosostenibilità
Le batterie allo stato solido in 3D avranno un minor impatto ambientale (by Adobestock)

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Il piano prevede un’ulteriore evoluzione del collaudato sistema AM Platform, fiore all’occhiello della campagna che consente quella che è di fatto la prima stampa multi-materiale al mondo al grido “Dream it, build it”: così recita lo slogan a caratteri cubitali che campeggia in questi giorni sulla home-page del sito ufficiale dell’azienda americana, fermamente convinta della bontà del progetto. La tecnica multipla AM consente di combinare con perfetto interfaccia materiali diversi in uno strato ultrasottile fatto di poralyte, metallo e ceramica assimilati in proporzioni variabili.

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Ed è proprio dal progressivo aumento delle percentuali di ceramica che l’ambiente trarrà i maggiori benefici, dato che verrà meno la necessità di estrarre grafite con conseguente riduzione delle emissioni nocive. Il processo inoltre non utilizzerà polimeri, cosicché le discariche risulteranno superflue per la felicità dell’ecosistema, anzi, con questa soluzione aumenterà persino la sicurezza delle celle e la densità energetica, senza scadimento delle prestazioni e con gradito ribasso dei prezzi. Le batterie esordiranno sul mercato a fine anno col vecchio nome dell’azienda, “KeraCel”, e verranno applicate subito su scooter e moto elettriche, ma vista la convenienza non è difficile presto ipotizzare un loro sbarco nel settore a quattro ruote.

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