Virus H5N8 dell’influenza aviaria fa paura agli scienziati: si teme nuova pandemia

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Gli scienziati di tutto il mondo sono in allerta per il virus H5N8, un’influenza aviaria che potrebbe trasformarsi in pandemia se non controllato.

Virus H5N8 influenza aviaria (Foto Ansa)
Virus H5N8 influenza aviaria: si teme nuova pandemia (Foto Ansa)

A lanciare l’allarme, come si legge su IlGiornale.it, sono in particolare due ricercatori cinesi che hanno posto l’attenzione sul problema attraverso un articolo pubblicato su Science, ricordando come i virus dell’influenza aviaria sianola causa di “focolai in tutto il mondo sia nel pollame d’allevamento che negli uccelli selvatici, con massiccia mortalità”. Come fanno sapere i due ricercatori, questi virus “attraversano la barriera delle specie, trasmettendo ai mammiferi, compreso l’uomo. L’Eurasia e l’Africa stanno vivendo una nuova ondata di focolai di H5Ny AIV altamente patogeni. Il potenziale zoonotico degli AIV garantisce un monitoraggio costante e vigile per evitare ulteriori ricadute che potrebbero provocare pandemie disastrose”.

Virus H5N8 influenza aviaria (Foto Wikipedia)
Virus H5N8 influenza aviaria fa paura (Foto Wikipedia)

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Riflettori puntati sul nuovo virus H5N8 anche da parte dell’AAAS, American Association for the advancement of Science, che ha sottolineato come “l’emergere e la diffusione globale del virus dell’influenza aviaria (AIV) H5N8, un patogeno che ha causato epidemie continue e in corso con un’enorme mortalità negli uccelli selvatici e d’allevamento in tutta l’Eurasia e in Africa durante il 2020, rappresenta una notevole preoccupazione per la salute pubblica, in particolare considerando che i primi casi umani di infezione da H5N8 sono stati segnalati per la prima volta lo scorso dicembre”. Proprio per questo i due ricercatori cinesi consigliano misure rigoroso e un’attenzione altaper evitare “ulteriori ricadute umane che potrebbero provocare nuove e devastanti pandemie”. Come riferisce Repubblica, al momento i casi hanno riguardato più che altro gli uccelli, ma in Russia sette lavoratori di allevamenti di pollame sono risultati positivi proprio al virus H5N8, ed è proprio per questo che l’attenzione è massima, in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

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Il rischio di una diffusione globale è comunque dietro l’angolo vista la natura migrante dei volatili: “A causa della migrazione a lunga distanza degli uccelli selvatici – sottolineando e concludono i ricercatori cinesi – dell’innata capacità di riassortimento degli AIV (influenza aviaria, ndr), dell’aumentata capacità di legame del recettore di tipo umano e della costante variazione antigenica degli HPAIV, è imperativo che la diffusione globale e il rischio potenziale degli AIV H5N8 l’allevamento di pollame, la fauna aviaria e la salute pubblica globale non vengano ignorati. Pertanto, la sorveglianza degli HPAIV negli allevamenti di pollame, LPM e uccelli selvatici dovrebbe essere ripristinata al livello precedente alla pandemia Covid-19 o superiore”. Al momento sono stati segnalati casi in Russia, Kazakistan, Danimarca, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito, oltre che in Medio Oriente e Asia Orientale.

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