UFO, il flop del report tanto atteso del Pentagono

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I funzionari dell’Intelligence americana non hanno ancora trovato prove che i fenomeni aerei testimoniati dai piloti della Marina negli ultimi anni siano astronavi aliene, né riescono ancora spiegare i movimenti insoliti che hanno sconcertato scienziati e militari, secondo gli alti funzionari dell’amministrazione informati sui risultati di un attesissimo rapporto del governo, che però non ha dato gli effetti sperati.

UFO, il report del Pentagono delude (Adobe Stock)
UFO, il report del Pentagono delude (Adobe Stock)

Il report del Pentagono, infatti, determina sì che la stragrande maggioranza di incidenti negli ultimi due decenni (oltre 120) non ha avuto origine da alcun esercito americano o da altre tecnologie avanzate del governo degli Stati Uniti, ma non ci sarebbero quelle prove definitive dell’esistenza degli alieni, che in molti si aspettavano. Emblematico il giudizio del New York Times, secondo cui il report del Pentagono sarebbe “insignificante”, un flop insomma.

UFO, l’ipotesi di presunti jet ipersonici costruiti da cinesi e russi non regge

UFO, tante supposizioni nessuna conclusione definitiva (Adobe Stock)
UFO, tante supposizioni nessuna conclusione definitiva (Adobe Stock)

La versione completa e dettagliata sul report del Pentagono sugli UFO, o come si dice adesso UAP, dovrebbe essere rilasciata al Congresso entro il 25 giugno, ma la stampa statunitense è convinta che non ci sarà nessuna della conclusioni definitive che ci si aspettava.

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Nessun passo in avanti al riguardo. In pratica si è rimasti alle frasi dell’ex presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, in un’intervista alla CBS: “Ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano“.

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Il report del Pentagono conferma sostanzialmente le parole di Obama: ammette che molti fenomeni osservati sono di difficile spiegano, compreso il loro aumento. L’ipotesi di presunti jet ipersonici costruiti da cinesi e russi sfreccianti nei cieli di mezzo mondo, non sembra reggere per niente perché priva di alcun vero indizio scientifico.

La forte sensazione dei media statunitense è che il report del Pentagono si limiterà a suggerire che gli avversari politici degli Stati Uniti sono potenzialmente dotati di armi molto più avanzate di quelle a disposizione delle truppe a stelle e strisce. Un mossa ad hoc, sostiene sempre il New York Times, per far sì che s’investa ulteriormente sulla Difesa.

E’ passato più di mezzo secolo da quando, per la prima, la United States Air Force coniò il termine UFO (acronimo dell’espressione inglese Unidentified Flying Object o Unknown Flying Objec), adesso i ricercatori preferiscono il termine più ampio di “Unidentified Aerial Phenomenon” (UAP) per associare il fenomeno aereo non identificato ed evitare la confusione o le associazioni speculative con il termine UFO.

Tante parole e termini nuovi, ma nessun report, né tanto meno quello del Pentagono, molto atteso, riesce ad arrivare a delle conclusioni definitive su cosa ci sia lassù di tanto inspiegabile.

Il primo avvistamento ampiamente pubblicizzato negli Stati Uniti, fu segnalato dal pilota Kenneth Arnold il 24 giugno 1947: fu proprio lui a dare origine al termine popolare “disco volante”.

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