Sulla Terra è spuntato un oceano in più: ora sono cinque!

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Adesso geografi e cartografi saranno costretti a rifare i conti, l’ultima volta era accaduto più di cento anni fa.

Antartide
In Antartide vivono foche, pinguini e balene (by Adobestock)

Diciamoci la verità: quest’anno non c’è stato granché da festeggiare in occasione della giornata mondiale degli oceani, che come ogni anno si è celebrata lo scorso 8 giugno. Il World Oceans Day è stato istituito al summit sulla Terra di Rio De Janeiro nel 1992, ma i dati sull’ inquinamento attuale sono sconcertanti e lo stato di degrado raggiunto davvero inammissibile. Basti pensare che il quantitativo di rifiuti plastici gettati ogni anno nelle acque del nostro pianeta si attesta sulle sei milioni di tonnellate, decisamente troppe per poter stare sereni.

Bisogna immediatamente invertire la rotta ecologica dei nostri mari, e a proposito di acque un piccolissimo brindisi però lo merita il battesimo ufficiale del quinto oceano: si tratta a suo modo di un evento epocale, e costituisce sicuramente il tema più rilevante della ventinovesima edizione della giornata mondiale degli oceani. Oceano Atlantico, Oceano Pacifico, Oceano Indiano ed Oceano Artico: non accadeva dagli ultimi aggiornamenti fatti nel 1915 che i cartografi del National Geographic si trovassero a dover modificare le loro mappe.

Cosa cambierà adesso sulle cartine geografiche: ecco l’oceano Meridionale

Oceano Meridionale
L’Oceano Meridionale si estende a Sud dell’Antartide (by Adobestock)

A onor del vero l’Oceano Meridionale era riconosciuto come un mare indipendente dagli altri già da molto tempo, o almeno così spiega Alex Tait, geografo del National Geographic.La motivazione del riscontro decisivo oggi sta nel fatto che dopo discussioni tra scienziati lunghe più di un secolo non si era ancora mai giunti ad un accordo internazionale, visti i pareri contrastanti e le differenze di vedute sull’argomento. Adesso però è stato necessario decretarne lo status di quinto oceano effettivo, visto che le caratteristiche peculiari delle correnti che lo formano lo distinguono nettamente da Oceano Atlantico, Oceano Pacifico ed Oceano Indiano, di cui quello Meridionale non può più considerarsi una semplice propaggine ma un ben specifico ente a sé.

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Questione di dettagli forse, ma solo per qualcuno: lo stesso Tait e la NG Society hanno difatti approfittato del fatto che la suddetta terminologia nel corso degli ultimi anni si è diffusa sempre di più nell’uso quotidiano degli articoli di stampa o sulle riviste scientifiche. Di qui la decisione di puntare sul nuovo nominativo, che circoscrive un’area posta a una latitudine di 60 gradi a sud dell’Antartide caratterizzata da potenti flutti circumpolari (non sono inclusi nei confini il canale di Drake ed il Mar di Scotia). Si stima che si sia formato 34 milioni di anni fa, col distacco dell’ Antartide dal Sudamerica: oggi l’ oceano Meridionale gioca un ruolo cruciale nel clima del pianeta, visto che trasporta più acqua degli altri ed ha una funzione vitale nella circolazione globale del calore.

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Dal 1982 inoltre è dichiarato area protetta al fine di preservarlo dalle grandi industrie di pesca e salvaguardare l’ecosistema che ospita foche, balene e pinguini. Non sono in molti ad esserci stati, ma chiunque lo abbia fatto  “è concorde nell’affermare che i suoi ghiacciai sono più blu, l’aria più fredda, le montagne più imponenti e i paesaggi più sorprendenti di qualsiasi altro luogo al mondo” conclude orgogliosa in una nota Seth Sykora-Bodie, biologo marino presso la National Oceanic and Atmospheric Administration.

 

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