Covid, avariati milioni di AstraZeneca promessi dagli USA al resto del Mondo

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Gli Usa stanno controllando oltre 100 milioni di dosi di vaccini, incluso l’AstraZeneca che avrebbe dovuto essere spedito da noi entro fine giugno.

AstraZeneca (Adobe Stock)
(Adobe Stock)

Decine di milioni di vaccini AstraZeneca che gli USA erano in procinto di esportare in tutto il mondo potrebbero essere inutilizzabili. A compromettere le dosi, i numerosi problemi riscontrati presso lo stabilimento Emergent Bio Solution di Baltimora, che oltre al medicinale anglo-svedese, avrebbe rovinato anche numerosi lotti di Johnson & Johnson. In totale, i rappresentanti della Food and Drug Administration, ossia l’agenzia del farmaco statunitense, stanno revisionando oltre cento milioni di dosi, tra Astra Zeneca e J&J.

Gli AstraZeneca potenzialmente contaminati fanno parte di un carico di 60 milioni che il presidente americano Joe Biden aveva promesso al resto del Mondo lo scorso Aprile. In tutto, la rimessa destinata all’esportazione Oltreoceano comprende altri 20 milioni di AZ prodotti altrove, più 500 milioni di Pfizer/BioNTech da distribuire nei prossimi due anni. Queste ultime due categorie – 520 milioni di somministrazioni in tutto – non presentano anomalie di alcun tipo e la loro spedizione non dovrebbe essere in dubbio. Nel frattempo, secondo quanto riporta il New York Times, le autorità stanno lavorando senza posa per sostituire i farmaci non più idonei con altri provenienti da impianti di produzione diversi. Si parla dei tre vaccini ammessi dalla FDA, cioè Pfizer/BioNTech, Moderna e lo stesso Janssen di J&J.

AstraZeneca, i problemi riscontrati nell’impianto di Baltimora

Vaccino Johnson & Johnson Joe Biden
Joe Biden (image by Gage Skidmore and licensed under CC BY-SA 2)

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Stando a quanto si sa fino adesso, sono stati riscontrati problemi in almeno 15 milioni di Johnson & Johnson preparati da inizio anno presso lo stabilimento di Baltimora. Errore umano, visto che lo staff aveva addizionato componenti di AstraZeneca a quelli necessari per preparare il vaccino di Janssen. In altre circostanze, lo stesso impianto ha avuto problemi “di sistema”, nel senso che sono state le procedure a fallire: si parla di incidenti legati all’igiene del personale, che non si sarebbe fatto la doccia o non avrebbe cambiato gli indumenti al momento prestabilito, causando una potenziale contaminazione dei farmaci.

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Certo è che tutto questo putiferio non farà bene alla reputazione del vaccino sviluppato da Regno Unito e Svezia, già al centro delle polemiche per i pur rarissimi casi di effetti collaterali letali che hanno messo in allarme i cittadini di tutto il mondo. Non a caso, sono in parecchi a rifiutare la vaccinazione per timori legati alle possibili ripercussioni di salute, che in circostanze attuali come quelle che stiamo vivendo sono inevitabili. Non solo per AstraZeneca, ma per tutti i vaccini. Basti pensare che la FDA, virtualmente la autorità statale di riferimento a livello mondiale, non ha “approvato” nessun vaccino, ma ha solo concesso l’autorizzazione per l’uso d’emergenza di Pfizer/BioNTech, Moderna e Janssen di Johnson & Johnson. AstraZeneca, che questa autorizzazione non l’ha mai richiesta, non viene somministrato negli Stati Uniti.

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