Ecco il primo stato europeo che regolarizza le criptovalute

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Presto però anche gli altri stati membri dell’Unione potrebbero seguirne l’esempio: è quello che si augura la Consob.

Svizzera criptovalute
La Svizzera regolarizzerà le criptovalute (by Adobestock)

Il progresso tecnologico, sostenuto dalle nuove evoluzioni nel campo della crittografia, sta determinando un cambio radicale nell’assetto dell’economia mondiale, in particolare nel settore finanziario dove gli scambi di beni e servizi transitano sempre di più sull’asse telematico delle valute virtuali, di cui il bitcoin non rappresenta altro che la punta dell’iceberg e probabilmente il più celebre ed utilizzato.

Il bitcoin però non è affatto l’unica moneta digitale in circolazione, tanto che ora uno stato europeo avverte la necessità di regolarizzare qualsiasi forma di criptovaluta rendendo finalmente operativa nel proprio territorio una legge che adegua il diritto federale agli sviluppi dei blockchain. Si tratta della Svizzera, che il 18 giugno scorso aveva già emanato un’Ordinanza riguardante gli sviluppi delle piattaforme basate sui registri distribuiti (i cosiddetti blockchain, appunto, che supportano Bitcoin ed Ethereum ma forniscono anche dati statistici e grafici sull’andamento della particolare moneta).

L’esempio della Svizzera: anche gli altri paesi europei potrebbero decidere di regolarizzare le criptovalute

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Altri paesi europei potrebbero decidere di seguire il modello della Svizzera (by Adobestock)

Dunque tra circa tre settimane il paese elvetico si appresta a diventare ufficialmente il primo stato europeo, nonché uno dei primi in assoluto a livello internazionale, a regolarizzare le criptovalute: la legge TRD difatti (sulla Tecnologia del Registro Distribuito) diventerà operativa a tutti gli effetti a partire dal primo agosto di quest’anno, e servirà a consentire l’utilizzo di sistemi di negoziazione virtuali ma anche a tutelare in caso di fallimento.

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In altre parole le criptovalute si comporteranno esattamente come quelle reali, tanto che, tra i cambiamenti principali che entreranno in vigore il primo agosto, è prevista  l’autorizzazione all’uso dei suddetti sistemi di negoziazione TRD ma anche il disciplinamento esplicito della rivendicazione degli asset crypto (che nei casi di fallimento rafforzerà la certezza del diritto in materia di insolvenza). Una sorta di chiarimento del ruolo di investitori, aziende, diritti, doveri e le altre variabili in gioco.

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La legge in realtà era stata già approvata nel settembre 2020, ma mancava ancora l’ “ordinanza mantello”. La Svizzera diverrà ora uno dei paesi centrali nell’innovazione TDR, visto che sta attirando sempre più impresari disposti ad investire nel settore e, cosa ancor più importante, adesso disporrà di una normativa chiara che disciplini l’uso del blockchain e dei prodotti che ne derivano sul mercato finanziario nell’attesa che anche gli altri stati europei ne ricalchino il modello.

 

 

 

 

 

 

 

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