Nuove frontiere della ricerca: ecco i robot del futuro totalmente al servizio dell’Uomo

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In Italia si stanno sviluppando dei robot intelligenti, totalmente autonomi ed in grado di effettuare servizi per le persone.

robot autonomo
Robot autonomo

Il campo della robotica ha affascinato l’uomo fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Lo sviluppo di meccanismi di movimento, l’evoluzione delle telecamere e dei sensori di movimento e la capacità “leggere” le situazioni grazie a processori sempre più potenti ha permesso una progressiva diffusione, principalmente in ambito industriale. Ad di là degli aspetti fantascientifici, un automa può effettuare lavori in ambienti non congeniali per l’essere umano.

Fino ad oggi però il loro utilizzo è rimasto confinato nell’ambito lavorativo, per una limitata capacità dei robot nella capacità di adattamento a situazioni impreviste, non inserite nei codici di programmazione. Il vero step evolutivo è arrivato con l’intelligenza artificiale, capace di autoapprendere attraverso momenti esperenziali, esattamente come fa l’uomo fin da bambino.

Questo implica la possibilità di evolvere le funzioni e di allargare il loro campo di utilizzo anche alla nostra vita quotidiana. La nuova frontiera è molto affascinante e per fortuna l’Italia si trova al primo posto nel campo delle sperimentazioni, come conferma il workshop che si è tenuto grazie all’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa per il 70mio anniversario di Paolo Dario, uno dei pionieri mondiali di questo settore.

In Italia svilupperemo robot intelligenti ed autonomi

robot autonomo
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Saremo circondati da robot? In un prossimo futuro è probabile. L’obiettivo infatti è di sviluppare automi intelligenti, capaci di prendere decisioni e si offrire servizi alle persone. Tutto questo sarà possibile grazie all’evoluzione della bionica, la scienza che studia i robot ispirati agli essere viventi.

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Sono passati oltre 32 anni dai primi convegni organizzati da Paolo Dario e Giulio Sandini, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, insieme a Patrick Aebischer del Politecnico di Losanna. Al tempo la biorobotica compiva i primi passi, non legati ad applicazioni concrete come era avvenuto fino a quel momento, ma per comprendere i concetti fondamentali di visione e movimento, prodomi per una piena indipendenza dell’automa.

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Sembra incredibile, ma questi scienziati hanno preso anche spunto dalla fantascienza, per pensare ai possibili sviluppi della robotica. Secondo Dario bisogna sognare quello che oggi può sembrare impossibile. Naturalmente c’è ancora molto da fare: non sono stati ancor sviluppati sistemi robotici per i cittadini, a parte gli aspirapolvere automatici, ma il prossimo futuro, grazie allo sviluppo dell’IA, promette qualcosa di incredibile.

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