Banksy posta le sue ultime opere in un video su Instagram, augurando a modo suo buone vacanze

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Diverse opere apparse di recenti sulle strade inglesi, conoscono finalmente il suo autore. E che autore: lo street artist Banksy! E’ proprio il writer di Bristol ad uscire allo scoperto e confermare le tante indiscrezioni sul suo conto, attraverso il metodo più famoso nel terzo millennio: “instagrammandolo” sui social con una clip, A Great British Spraycation.

Bansky, esibizione a Lisbona (Adobe Stock)
Bansky, esibizione a Lisbona (Adobe Stock)

Banksy, soprannome di una persona avvolta nel mistero, è considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta: le sue opere sono spesso a sfondo satirico, riguardano argomenti politici e sociali ispirati al 3D e combinano il classico humour inglese con graffiti e uno stencil style molto identificativo.

Topi, gatti e poliziotti: il Banksy style

Banksy, il poster della mostra a Mosca del 2018 (Adobe Stock)
Banksy, il poster della mostra a Mosca del 2018 (Adobe Stock)

A Great British Spraycation, una sorta di augurio di buone vacanze, descrive il viaggio dell’artista inglese all’interno di un vecchio camper e i suoi immancabili strumenti di lavoro, gli amati spray, conservati in una borsa frigo. Naturalmente c’è il suo amato Topo, che insieme a scimmie e gatti, rappresenta un chiaro inneggiare alla lotta contro il maltrattamento degli animali: uno dei suoi temi più caldi, insieme alla netta pressa di posizione sulla brutalità della repressione poliziesca (da qui i tanti disegni sui Cops), le assurdità proprie della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento e lo sfruttamento minorile.

Banksy traspone questi temi caldi, “raffreddandoli” per sensibilizzare le problematiche in un tessuto urbanistico con un’estetica diretta e intelligibile. Tra le opere apparse nei giorni scorsi sulla costa orientale dell’Inghilterra, ci sono un bambino che scava vicino a un marciapiede, ballerini a una fermata dell’autobus, l’immancabile “claw crane”, una gru delle macchinette delle sale giochi e, sopra un ingombrante cassonetto, un gabbiano pronto a banchettarci.

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Nella piccola King’s Lynn, una cittadina sulle rive del fiume Great Ouse, la terza città per ampiezza del comprensorio di Norfolk dopo Norwich e Great Yarmouth, Banksy regala la statua dell’ingegnere Frederick Savage, famoso per le sue macchine a vapore, un cono gelato e una lingua per assaporarlo. E su un modello di un cottage trovato dai gestori del Merrivale Model Village di Great Yarmouth, un parco in miniatura del Norfolk. L’autografo con tanto di penna stilografica è “go big or go home”, chiaramente con l’immancabile (piccolo) roditore.

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Negli ultimi anni, Banksy ha incantato i circoli dell’arte contemporanea con le sue opere pro immigranti e contro la Brexit, tra le altre. A marzo, un’opera in onore degli operatori sanitari (gli amati caregiver) è stata venduta all’asta per la cifra record di 14,4 milioni di sterline, circa 20 milioni di euro, destinati al servizio sanitario pubblico britannico. Una cifra record. Per ora.

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