Elettricità e Wi-Fi nello stesso segnale: la nuova tecnologia studiata da MIT e Ericsson

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La nuova era nel segno del 5G (e del 6G) non coglie impreparato il MIT. L’Istituto di tecnologia del Massachusetts, una delle più importanti università di ricerca del mondo con sede a Cambridge, coglie al volo l’occasione per collaborare con Ericsson a due progetti di ricerca che cercano di aiutare a costruire una nuova infrastruttura di rete necessaria per potenziare le reti mobili di prossima generazione.

Ericsson è una multinazionale svedese operante in 180 paesi nella fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione (Adobe Stock)
Ericsson, multinazionale svedese operante in 180 paesi nella fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione (Adobe Stock)

Le nuove generazioni di reti mobili offrono all’utente l’ultra-velocità, la bassa latenza e un’eccezionale affidabilità. Tuttavia, le reti grandi e ricche di funzionalità sono strutture complesse da gestire per gli operatori di rete. Per questo motivo Ericsson sta lavorando alla ricerca di reti cognitive, che si basano sull’intelligenza artificiale (AI) per consentire un funzionamento di rete sicuro, altamente automatizzato e basato sui dati.

MIT ed Ericsson zero power: il Litio è il materiali chiave

Ericsson e MIT, insieme per nuove tecnologie (Adobe Stock)
Ericsson e MIT, insieme per nuove tecnologie (Adobe Stock)

I due nuovi progetti di ricerca riguarderanno la potenza di calcolo, la velocità e l’efficienza energetica delle reti cognitive. Il primo è incentrato su studi fondamentali per scoprire nuovi materiali per i chip dei computer che imitano la struttura del cervello umano, al fine di utilizzare in modo esponenziale meno energia rispetto ai progetti di chip a base di silicio di oggi. Questo progetto includerà anche la ricerca sui dispositivi che utilizzano quei materiali e le architetture di computer su cui funzioneranno i sistemi risultanti.

Il secondo progetto della collaborazione fra MIT ed Ericsson esplorerà i modi per rendere alcuni futuri sistemi elettronici veramente autonomi, eliminando la necessità di ricarica. I ricercatori vogliono alimentare i dispositivi attraverso l’aria, utilizzando le onde a radiofrequenza convenzionalmente utilizzate per i segnali TV e di comunicazione.

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“Mentre i dispositivi connessi ad alta efficienza energetica fanno il prossimo passo avanti, siamo entusiasti di collaborare con Ericsson per affrontare le principali sfide tecniche”, afferma la professoressa del MIT Anantha P. Chandrakasan, preside della School of Engineering. “Combinando la nostra conoscenza con l’esperienza di Ericsson nella tecnologia mobile, miriamo a sviluppare hardware in grado di alimentare nuove entusiasmanti applicazioni di Intelligenza Artificiale all’avanguardia, che farà passi da gigante nella prossima generazione di reti mobili”.

“Il 5G sta portando a un IoT completamente realizzato e ci avvicina a un mondo veramente connesso”, rilancia Magnus Frodigh, capo di Ericsson Research. “Enormi quantità di minuscoli dispositivi IoT e reti cognitive basate sull’intelligenza artificiale sono due fattori trainanti del prossimo balzo in avanti che siamo pronti a fare grazie a questa importante collaborazione. Lavorando con i brillanti team del MIT, speriamo di sviluppare l’hardware che renderà tutte le nostre idee, possibili”.

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MIT ed Ericsson chiamano questi nuovi dispositivi zero-power perché non avranno bisogno di essere collegati a batterie o stazioni di ricarica, ma saranno alimentati direttamente attraverso i segnali di radiofrequenza. Il litio sarà l’elemento chiave nelle batterie all’avanguardia per prodotti come le auto elettriche. Più di recente, tuttavia, ricercatori tra cui i professori del MIT Jennifer Rupp e Martin Bazant hanno dimostrato che alcuni elettrodi per batterie realizzati con il litio sono ideali anche per altre applicazioni, tra cui l’informatica. Et voilà, domani è già qui.

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