Previsioni da incubo per il 2022: sarà l’anno segnato dalla carenza di chip e componentistica software

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Il 2022 potrebbe essere un anno ancora peggiore del 2021 per la disponibilità di chip e processori: previsioni funeste.

Intel
Processore Intel

Siamo di fronte ad una vera e propria catastrofe che non è legata solo al mondo dei computer. Infatti oramai chip e processori sono utilizzati in qualsiasi ambito, dal semplice orologio, passando per gli elettrodomestici, le auto ed i grandi mezzi di trasporto. Tutto è gestito da un calcolatore e quindi c’è il grosso rischio che sia tutta la produzione a paralizzarsi, lasciando il mondo senza prodotti. Del resto anche nel 2021 abbiamo saggiato questa difficoltà con diversi tentativi di acquisto impossibili. Un esempio su tutti è quello delle stampanti, dove si è registrata una carenza assoluta. Il problema è che questo potrebbe essere solo l’inizio di un problema ancora peggiore.

Ma da cosa nasce questa carenza? Ci sono diversi fattori in gioco: ovviamente il primo è costituito dalla pandemia, che ha rallentato la produzione di microchip per quasi un anno, con la conseguenza di un accumulo terribile di ordini. L’altro elemento è stato l’acquisto in massa effettuato dalla Cina delle cosiddette materie rare, poi stoccate nel paese in attesa di utilizzarle o di venderle a prezzo maggiorato. Non ultimo l’aumento dei costi di trasporto navale, che inducono molti armatori o produttori a rinviare la spedizione.

La carenza di chip andrà avanti per tutto il 2022

Chip
Chip Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

C’è poi un ulteriore fattore, che per fortuna sembra stia rallentando: nel 2020 e 2021 c’è stato un accaparramento di componenti come CPU e schede grafiche per “minare” le criptovalute, ma la guerra dichiarata dalla Cina sembra stia rallentando i prezzi.

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Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha affermato che la carenza di componenti per la RTX 3000 durerà per tutto l 2022, scontrandosi tra l’alta domanda e la bassa offerta. Pat Gelsinger, CEO di INTEL ha spiegato come si aspetti una carenza meno grave nella seconda metà del 2021, ma che ci vorranno almeno 2 anni per tornare a soddisfare completamente la domanda.

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Questo potrà avvenire con la costruzione di nuove fonderie sia negli Stati Uniti che in Europa, ma si tratta di investimenti onerosi e a lungo termine che richiederanno comunque 2-3 anni per essere realizzati e tornare alla situazione precedente di mercato. Questo ovviamente coinvolge solo il consumatore, visto che tutte le industrie, con la ripresa dei prezzi, hanno registrato entrate record.

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