Facebook tenta di occultare un post sull’inefficacia dei vaccini: il contenuto parlava di un dottore morto dopo la somministrazione

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E’ successo negli Stati Uniti, dove Facebook ha tentato inutilmente di occultare un post che dava la colpa al vaccino per il Covid-19 come causa della morte di un dottore

Facebook avverte così quando l’argomento del post riguarda il Covid-19 – MeteoWeek.com

L’articolo più visto su Facebook riguarda un post che puntava il dito su una ipotetica pericolosità mortale legata al vaccino contro il coronavirus. Nel primo quarto del 2021 instillava dubbi sulla pericolosità dei vaccini contro Covid-19 e dall’oggi al domani questo post è scomparso dalla rete. La notizia virale suggeriva che la morte di un medico in Florida potesse essere collegata all’iniezione fatta due settimane prima del decesso, ma le prove non hanno mai lasciato un collegamento pratico che lo dimostrava. Facebook alla fine ha rilasciato il suo report personale, rendendolo pubblico, sui post più visti sulla piattaforma negli Stati Uniti nei primi tre mesi dell’anno. Il documento in questione è proprio il post sui vaccini, ed era stato accantonato perché metteva in cattiva luce la stessa azienda, secondo quanto ha scritto per primo il New York TimesL’articolo era stato poi aggiornato con il parere del medico legale che ha trattato l’argomento, secondo cui non c’erano prove sufficienti per legare la morte del dottore al vaccino. Il link è stato visto comunque 54 milioni di volte e condivise altrettante.

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Facebook non era intenzionato a rilasciare questo post, soprattutto visto il periodo post pandemia

Facebook ha condiviso il rapporto che analizza il post solo dopo che il New York Times – che l’aveva visto in anteprima come al solito – ha pubblicato la storia, portando a galla il polverone sui social. Questo argomento è ormai dal 2020 che divide il mondo, con pensieri e argomentazioni diverse. Andy Stone, direttore delle politiche di comunicazione di Facebook, ha spiegato che spiegare cos’è la disinformazione è molto difficile da separare da cosa in realtà non ricade in questa categoria. Un portavoce della società ha dichiarato che Facebook aveva comunque preso in considerazione anticipatamente “l’idea di rendere pubblico il rapporto in precedenza ma dal momento che sapeva che “avrebbe attirato l’attenzione, esattamente come abbiamo visto questa settimana, c’erano delle correzioni al sistema che volevamo apportare”. Secondo Facebook comunque, queste correzioni includono la gestione dei bug in alcune delle query su cui si basava il rapporto iniziale.

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L’articolo, senza sorpresa, è rientrato nella categoria di quelli più letti, alimentando i commenti e le condivisioni, rischiando tuttavia di cadere nella disinformazione di cui parlava Andy Stone.

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