The Elder Scroll online: ecco le prime impressioni del giocato di “waking flame”, la nuova e sbalorditiva versione

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Scopriamo le primissime impressioni di The Elder Scrolls Online – Waking Flame, l’ultimo DLC contenente nuove missioni e grandi novità: state con noi che vi sveliamo tutto.

Elder Scrolls Waking Flame
Elder Scrolls Waking Flame: la recensione

Dopo l’ottima espansione Blackwood, il videogame sviluppato dalla software house Bethesda, fra le più amate in assoluto, ha reso disponibile un nuovo dungeon (e in seguito uscirà anche un DLC), appunto Waking Flame, accessibile comunque sia come contenuto standalone, quindi a se stante senza bisogno del gioco principale, ma anche per tutti coloro che sono abbonati a ESO Plus.

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Come scrivono i colleghi di Tomshw.it, che hanno potuto appunto mettere le mani sull’espansione in questione di TESO: “Waking Flame vi porta a combattere i culti daedrici in Red Petal Bastion e Dread Cellar, entrambi luoghi abbastanza lugubri e con 3 boss da affrontare nel corso normale dell’esplorazione e 3 segreti da scovare per i giocatori più attenti e che sicuramente non affrontano questi contenuti con il Dungeon Finder”. Red Petal Bastion viene considerato “uno dei dungeon più intriganti”, e in cui vi saranno alcune chicche da tenere d’occhio. Parliamo in particolare dell’ordine della Rosa Argentea, una specie di congrega di cavalieri nonché studiosi di antichi manufatti deadrici da custodire molto gelosamente all’interno di un preciso bastione. In questo dungeon inedito i nemici sono soprattutto degli umanoidi con dei poteri speciali, “perciò a livello di pure meccaniche – scrive a riguardo Tomshw – non è che ci sia poi molto da tenere a mente, anche nella sua versione Veteran”.

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Si tratta comunque di un’esperienza che sarà abbastanza breve aggiungono ancora gli esperti, ed inoltre mancherà “quel pathos o elaborazione che hanno avuto i precedenti Dungeon DLC”, anche ad esempio facendo riferimento al pacchetto legato a Gates of Oblivion. Non mancano comunque gli aspetti positivi, a cominciare dall’ambientazione, quindi il luogo e la storia che lo stesso si porta dietro, “creata attraverso le scenografie del bastione piuttosto che dai personaggi che vi si ritrovano”. Tomshw conclude la sua recensione del provato con tali parole: “The Elder Scrolls Waking Flame presenta due dungeon discreti ma forse poco memorabili, con l’eccezione di The Dread Cellar che rappresenta il meglio che questo piccolo DLC ha da offrire”. E ancora: “Waking Flame è un’aggiunta ottima per chi fruisce di ESO Plus ma come Stand Alone non si piazza certo tra le priorità da possedere, sia in ottica di meta che di qualità dell’offerta. In ogni caso però getta delle basi interessanti per il seguito dell’anno dei Cancelli dell’Oblivion”. Fra i pro vengono segnalati il fatto che “The Dread Cellar è un dungeon di tutto rispetto con meccaniche equilibrate”, un’ottima atmosfera e anche “Molto buoni per gruppi già fatti”. Fra i contro, invece, “Non uno dei pacchetti di dungeon migliori, Red Petal Bastion poteva essere gestito meglio”.

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