La Cina sta schiacciando l’occidente nella corsa ai computer quantistici, cosa comporterà tutto questo?

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La Cina è sempre più vicina a essere la più grande potenza mondiale, almeno in fatto di scoperte tecnologiche. Dopo telefonini e affini, dal Paese asiatico arrivano voci e novità in merito a un prototipo del tutto avveniristico, chiamato Zuchongzhi: altro non è che un nuovo potentissimo computer quantistico.

Il computing quantistico è lo studio di un modello di computazione non-classico (Adobe Stock)
Il computing quantistico è lo studio di un modello di computazione non-classico (Adobe Stock)

Il prototipo in realtà è stato presentato a Pechino, presso l’università Cinese di Scienza e Tecnologia, lo scorso mese di luglio.

Si tratta del computer quantistico più potente al mondo, anche se trova riscontro solo in applicazioni teoriche e non in applicazioni pratiche, e lo studio in cui è stato descritto non è ancora stato revisionato.

Computer quantistici, a quando l’applicazione nella pratica di tutti i giorni?

Il computer quantistico comprende anche la crittografia e la comunicazione quantistica (Adobe Stock)
Il computer quantistico comprende anche la crittografia e la comunicazione quantistica (Adobe Stock)

Secondo lo studio, comunque, Zuchongzhi sarebbe così potente da aver superato anche Sycamore, il computer quantistico di Google che gode di 53 qubit (l’unità informativa alla base dei computer quantistici). Il prototipo di Pechino infatti può contare su 66 qubit, utilizzandone subito 56 per risolvere in soli 72 minuti un’equazione 1000 volte più complessa di quelle risolte da Sycamore.

Ci troviamo di fronte forse a una supremazia quantistica, detenuta ovviamente dalla Cina, e della quale al momento il maggior artefice è il fisico quantistico Pan Jianwei, che prima di sviluppare Zuchongzhi (ha guidato il team di sviluppatori) aveva già realizzato in team il precedente computer quantistico cinese, Jiuzhan, basato su fotoni invece che su superconduttori come Sycamore e Zuchongzhi).

E’ ancora d’obbligo, comunque, il “forse” alla supremazia quantistica, in quanto questi sistemi al momento sono delle macchine che riescono solo e semplicemente a risolvere equazioni teoriche. Ma è ovviamente auspicabile che in futuro trovino applicazioni nella vita reale, ad esempio per simulare le reazioni chimiche molecolari, per sviluppare nuovi farmaci, o per migliorare alcuni campi della scienza come la sismografia, la meteorologia.

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«Un computer quantistico sufficientemente potente sarebbe teoricamente in grado di superare gran parte della crittografia oggi utilizzata per proteggere, per esempio, le mail e le transazioni che avvengono su Internet». Lo si legge su Scientific American, che auspica un’applicazione decisamente pratica per risolvere il problema dell’hackeraggio di sistemi informatici che ad oggi non è stato ancora possibile debellare del tutto.

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La corsa al primato nella tecnologia quantistica vede, insieme alla Cina, ovviamente gli Stati Uniti. Il binomio sembra diventato indissolubile: da un lato gli States si confermano sempre e comunque come uno dei Paesi più all’avanguardia del mondo, dall’altra la Cina ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, raggiungendo o quasi l’altra potenza economica, tecnologica ed industriale al mondo.

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