L’idea di Colossal: dopo 10.000 anni prontare in vita i mammut, una buona idea?

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C’era un volta, nel Pliocene, un gigantesco elefante, molto più grosso, con lunghe zanne ricurve e un manto lanoso che ne ricopriva il corpo. La favola dei mammut termina circa 3.500-4.000 anni fa, con la loro estinzione. Ma ora potrebbe nascere un’altra.

Mammuth, riproduzione (Adobe Stock)
Mammuth, riproduzione (Adobe Stock)

L’uso di tecnologie all’avanguardia per riportare in vita i mammut potrebbe varcare i confini delle favole, diventare fantascienza, ma per Colossal è un pensiero stupendo, un’idea da trasformare in realtà.

Facendo leva sul CRISPR, uno strumento di modifica genetica che può tagliare e sostituire particolari geni nel DNA di un animale, e su un ingente finanziamento privato (si parla addirittura di 15 milioni di dollari) il dinamico duo formato da Ben Lamm (imprenditore del settore high-tech) e George Church (genetista nonché co-fondatore di Colossal) hanno compiuto anni fa una “de-estinzione” di piccoli livelli, attraverso la clonazione di uno stambecco dei Pirenei estinto di recente. E ora pensano in grande.

Fra de-estinzione e modificazione genetica. Chi è pro, e chi è contro

Resti di ossa di mammuth (Adobe Stock)
Resti di ossa di mammuth (Adobe Stock)

George Church ha sempre avuto un appassionato interesse per il mammut, una profonda comprensione della biologia sintetica e da circa otto anni sta conducendo ricerca sull’argomento alle spalle, Church è una tripla minaccia. Mescola questa esperienza con $ 15 milioni e Lamm è sicuro di avere una combinazione vincente. “Con la de-estinzione del mammut lanoso sarà la prima volta che una specie verrà riportata in vita con successo dall’estinzione” tuona Lamm. “Colossal è pronto a tracciare questa nuova frontiera della scienza e della biotecnologia“.

Sono passati più di diecimila anni da quando gli ultimi mammut lanosi hanno attraversato la tundra artica. Ma lo scorso 13 settembre, l’imprenditore Ben Lamm e il genetista di Harvard George Church hanno annunciato la creazione di Colossal, una nuova società di editing genetico decisa a “de-estinguere” il mammut lanoso usando CRISPR.

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L’azienda sostiene che il rewilding di questa specie nella tundra artica potrebbe rivitalizzare le praterie della regione come una delle principali fonti di sequestro del carbonio, che offre uno strumento cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico. Con un capitale iniziale enorme (di 15 milioni) Lamm ha spiegato a Inverse che l’azienda potrebbe produrre una “mandria” di vitelli di mammut lanosi, per la prima volta dall’era glaciale. Ciò significa che i primi cuccioli potrebbero vagare per la tundra entro il 2027, o addirittura prima.

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Ma altri scienziati non sono così convinti, tra questi Tori Herridge, biologa evoluzionista che lavora come ricercatrice al Natural History Museum di Londra, divulgatrice scientifica, contattata da Colossal per entrare nel comitato consultivo. Il suo netto no, fa capire che questo esperimento potrebbe non essere una buona idea. “Se questa tecnologia farà davvero quello che dice – tuona la Herridge – cambierà radicalmente il modo in cui noi umani interagiamo con il mondo naturale” Sebbene la tecnologia CRISPR possa fare cose miracolose, Herridge avverte che non può esistere ancora una macchina del tempo. “Non è affatto una de-estinzione, ma una modificazione genetica di un elefante che sta creando un organismo sintetico completamente nuovo. Io – conclude – non riporterai mai in vita una creatura estinta”.

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