Anonymous non vuole darla vinta alla Russia e ruba i dati di una Chiesa Ortodossa

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La guerra tra Russia e Ucraina non sembra arrestarsi, ma nemmeno gli Anonymous hanno intenzione di farlo. Dopo i loro attacchi informatici alle reti russe, adesso sono intervenuti ancora una volta per compiere una azione che, per molti, potrebbe essere una cattiva mossa, mentre per chi è un esperto delle loro strategie forse sarebbe in grado di capirne in anticipo lo scopo. Di che parliamo?

Anonymous non vuole darla vinta alla Russia e ruba i dati di una Chiesa Ortodossa
Gli attacchi hacker che sono avvenuti di recente hanno sconvolto tutti, anche perché gli Anonymous non ci sono andati leggeri – Computermagazine.it

L’informatica sta giocando un ruolo molto importante in questa battaglia, soprattutto perché quasi tutti i paesi coinvolti in questa faccenda stanno facendo uso di una ingente quantità di tecnologia avanzata per poter comunicare tra loro e dare il via a diverse operazioni di alto rilievo. Da qui, dunque, capiamo come mai la presenza degli hacker si sia manifestata.

In particolar modo quella degli Anonymous, il cui gruppo sta continuando le sue azioni contro il Cremlino. Inizialmente avevano preso di mira soltanto le aziende e i servizi governativi della Russia, mentre adesso il loro nuovo bersaglio, incredibile ma vero, è la Chiesa Ortodossa. Perché hanno deciso di colpirla, e come mai proprio ora?

Le ragioni di Anonymous

Anonymous non vuole darla vinta alla Russia e ruba i dati di una Chiesa Ortodossa
Queste situazioni accadono sempre per ragioni correlate ad eventi importanti, quindi non possono essere ignorate dato che servono per capire le circostanze – Computermagazine.it

La comunicazione ufficiale dell’attacco è avvenuta tramite un tweet, in cui è stato detto quanto dichiarato nell’account di YourAnonTV: “Gli hacker hanno fatto trapelare 15 GB di dati rubati dall’ala di beneficenza della Chiesa ortodossa russa, e rilasciato circa 57.500 e-mail tramite #DDoSecrets. A causa della natura dei dati, in questo momento, questi vengono offerti solo a giornalisti e ricercatori“.

Quindi, come abbiamo potuto capire, sono stati sottratti 15 GB rubati, oltre che più di 57 mila email già pubblicate in rete. I dati, esattamente come è stato detto su Twitter, saranno diffusi soltanto a giornalisti e ricercatori, inoltre l’attacco potrebbe essere anche una diretta risposta alle dichiarazioni del Patriarca Kirill, il quale aveva preso espresso parole favorevoli nei confronti dell’invasione ucraina.

E in base a diverse fonti l’uomo sarebbe molto vicino a Putin, che continua, attraverso media tradizionali e altri vari mezzi di informazione, la sua propaganda a favore della Russia. Queste motivazioni, a quanto pare, hanno scatenato una cattiva reazione da parte degli Anonymous, i quali hanno deciso di intervenire immediatamente per mettere a tacere la Chiesa Ortodossa.