Asl, ora è un vero disastro: i dati i sensibili delle persone alla merce di tutti

Un problema enorme ha colpito tutte le ASL del territorio italiano, con una fuga di dati sensibili che mette seriamente a rischio i cittadini

L’ente pubblico ASL ha il compito di erogare i servizi sanitari all’interno di un preciso territorio. La nascita di questa importante azienda sanitaria risale addirittura nell’800, quando l’Italia viveva una situazione sanitaria molto decadente: nel lontano 1863 ogni 1000 bambini nati ne morivano circa 232.

dati sensibili asl pubblicati
disastro ASL, pubblicati dati sensibili – computermagazine.it

Quindi, nel 1888 viene creato un primo assetto organizzativo di sanità pubblica. Nel 1907 nasce il primo Testo unico delle leggi sanitarie, e nel 1945 arriva l’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica. Un’altra grande rivoluzione viene compiuta nel 1948, quando la salute diventa un diritto fondamentale.

Infine, nel 1958 nasce il Ministero della Sanità. Oggi, le ASL stanno vivendo un altro periodo di crisi, soprattutto per i problemi sulla privacy. Recentemente, presso l’ASL1 dell’Abruzzo, sono stati pubblicati sul web 386 GB di dati sensibili, cioè informazioni personali dei pazienti.

I dati sensibili dei pazienti resi pubblici

In altre parole, le cartelle cliniche, le diagnosi oncologiche e tutto ciò che riguarda le malattie dei pazienti sono state pubblicate su internet. I colpevoli sono gli hacker del gruppo Monti, i quali sono stati anche accusati di aver chiesto un riscatto di 2 milioni di euro per non pubblicare i dati. I cybercriminali, però, hanno smentito questa notizia sul riscatto, ribadendo che non hanno chiesto nessuna cifra.

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Infatti, il gruppo Monti ha cercato di mettersi in comunicazione con il presidente della Regione Abruzzo, ma quest’ultimo non ha voluto trattare con i cybercriminali. Perciò, questa è la prova che la Regione non ha pagato nessun riscatto, poiché non è stato accettato nessun contatto comunicativo con gli hacker.

Persino la Regione Abruzzo ha voluto precisare che non ha versato nessun importo a nessun cybercriminale. Anzi, la Regione si è attivata fin da subito ad avviare le indagini per capire come ripristinare il sistema violato. Attualmente le indagini stanno proseguendo, e l’obiettivo è accertare cosa sia stato pubblicato e come è stato reso possibile tutto questo.

Tuttavia, i media hanno dichiarato che un centinaio di cittadini hanno contattato i propri avvocati, per far partire azioni legali contro l’azienda sanitaria. Il rischio più grande è che qualcuno possa carpire queste informazioni sensibili e, successivamente, ricattare i singoli pazienti.

Fortunatamente, l’emorragia di dati è stata prontamente bloccata dall’agenzia per la cybersicurezza, che ha evitato che le informazioni venissero propagate anche nelle altre strutture della zona.

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