Riscaldamento globale: c’è dell’altro. Il report

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Un nuovo studio sui satelliti per il monitoraggio del clima suggerisce che le nostre misurazioni hanno probabilmente sottovalutato il riscaldamento della troposfera (la regione più bassa dell’atmosfera) negli ultimi quattro decenni, il che potrebbe indicare che il riscaldamento globale che è già avvenuto potrebbe essere sostanzialmente peggiore di quanto noi pensiamo.

Riscaldamento globale (Adobe Stock)
Riscaldamento globale (Adobe Stock)

Lo studio, pubblicato sul Journal of Climate, mostra che i dati satellitari utilizzati dagli scienziati per creare modelli climatici non soddisfano le equazioni fisiche di base che regolano la relazione tra temperatura e umidità nell’aria.

Riscaldamento globale: “I valori più piccoli sono in contrasto con altre variabili complementari misurate in modo indipendente”

Scioglimento ghiacci (Adobe Stock)
Scioglimento ghiacci (Adobe Stock)

Ciò indica che le misurazioni satellitari della troposfera hanno sottostimato o sopravvalutato la sua temperatura e umidità, e i dati che indicano il minor riscaldamento potrebbero essere i meno accurati.

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Attualmente è difficile determinare quale interpretazione sia più credibile“. Comincia così il comunicato ufficiale del Lawrence Livermore National Laboratory, Ben Sander, autore principale del report. “La nostra analisi rivela che diversi dati osservativi, in particolare quelli con i valori più piccoli di riscaldamento della superficie oceanica e riscaldamento troposferico, sembrano essere in contrasto con altre variabili complementari misurate in modo indipendente“.

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I ricercatori hanno scoperto che i set di dati che corrispondevano meglio alle regole per i rapporti di vapore acqueo e temperatura, tendevano a essere quelli che mostravano il più alto riscaldamento della superficie del mare e della troposfera, sottolinea Live Science.

Tali confronti tra misurazioni complementari possono far luce sulla credibilità di diversi set di dati” rimarca Stephen Po-Chedley, del Lawrence Livermore National Laboratory, che è stato coinvolto nello studio pubblicato da Journal of Climate. “Questo studia mostra che un’attenta comparazione di diversi campi geofisici può aiutarci a determinare i cambiamenti storici nel clima con maggiore precisione“.

Tuttavia, per arrivare in fondo a queste misurazioni e determinare quali sono le più accurate, gli scienziati dovranno impegnarsi molto. Solo allora saranno in grado di determinare se i modelli ispirati a questi satelliti hanno previsto temperature diverse da quelle che vediamo e se sono corrette o meno. Non è certo se la temperatura globale sottovalutata dai dati satellitari aumenti; tuttavia, in tal caso, bisognerà intensificare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra.

Finora, secondo la comunità scientifica, le cause del riscaldamento globale predominanti sono da ricercare nell’attività umana, in ragione delle emissioni nell’atmosfera terrestre di crescenti quantità di gas serra (con conseguente incremento dell’effetto serra) e ad altri fattori imputabili sempre alle attività umane.

Il protocollo di Kyoto, sottoscritto al novembre 2009 da 187 Stati, ha cercato di mirare alla riduzione di tali gas serra prodotti dall’uomo.

Il mutamento del clima terrestre sviluppatosi a partire dalla fine del XIX secolo, l’inizio del XX secolo e tuttora in corso è caratterizzato in generale dall’aumento della temperatura media globale e da fenomeni atmosferici a esso associati, quelli legati all’incremento di fenomeni estremi legati al ciclo dell’acqua quali alluvioni, siccità, desertificazione, scioglimento dei ghiacci, innalzamento degli oceani, e modifiche ai pattern di circolazione atmosferici con ondate di caldo, ondate di freddo. E simili. Almeno finora è stato così.

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