Confcommercio e DVB-T2 è diatriba, ma cosa sta accadendo?

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Alta tensione fra la Confcommercio e alcune emittenti tv in merito alla questione DVB-T2, lo switch off al nuovo digitale terrestre.

DVB-T2 (Foto IlGiornale)
DVB-T2 e Confcommercio, cosa succede? (Foto IlGiornale)

L’Andec, l’associazione nazionale importatori e produttori di elettronica civile, si è opposta alla richiesta di slittamento del passaggio al nuovo DVB-T2, così come richiesto espressamente da alcune emittenti televisive, precisando che la macchina organizzativa si è già messa in moto, di conseguenza, è impossibile tornare indietro. Andec-Confcommercio ha scritto di conseguenza una lettera al ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (quota Lega), e alla sottosegretaria Anna Ascani, in cui viene espressamente richiesto di rispettare la tempistica definitiva ai tempi proprio dal Mise per il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre.

Confcommercio e DVB-T2: cosa sta accadendo? (Foto Consumatori.it)
Confcommercio e DVB-T2: cosa sta accadendo? Vi spieghiamo tutto (Foto Consumatori.it)-t2_consumatori

CONFCOMMERCIO E DVB-T2, ALTA TENSIONE: L’ANDEC CHIEDE DI RISPETTARE I TEMPI DELLO SPEGNIMENTO

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L’associazione, che dà voce a importatori, produttori e filiali di case estere di prodotti di elettronica, ha voluto sottolineare quanto sia complesso il processo di transizione verso i nuovi standard di trasmissione, e quanto questo sia dovuto a liberare le frequenze destinate alle telecomunicazioni, permettendo anche un maggior livello qualitativo delle trasmissione. Inoltre, viene specificato che tutti gli attori coinvolti nella filiera hanno già programmato le loro specifiche attività stando alla road map che era stata definita nel 2019. Ma eccola la lettera firmata dal presidente di Andec, Maurizio Iorio: “Siamo oramai alla vigilia di un passaggio di grande rilevanza e in questa fase decisiva abbiamo appreso con stupore e preoccupazione della richiesta avanzata da alcuni broadcaster televisivi di rinviare le scadenze operative. Ovviamente, facendo affidamento su quando deciso da tempo, tutta la filiera dell’elettronica di consumo si è esposta commercialmente e soprattutto finanziariamente per poter fornire al mercato i prodotti necessari alla transizione nei tempi previsti ed uno slittamento avrebbe gravissime e ingiustificate ripercussioni”.

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Stando all’associazione nazionale importatori e produttori di elettronica civile è necessario che il ricambio tecnologico degli apparecchi presenti nelle case degli italiani, quindi i televisori o eventualmente i decoder, avvenga in maniera progressiva con precisi tempi e “dinamiche di acquisto e di vendita”, si legge sul sito di Confcommercio, di modo da arrivare alla scadenza fissata al 30 giugno del 2022, quando avverrà cioè il passaggio al nuovo digitale terrestre, con il minor numero possibile “di apparati non conformi ai nuovi standard televisivi ancora installati”. Andec conclude dicendo che fino ad oggi gli incentivi governativi, il famoso Bonus tv da 50 euro, e la campagna di comunicazione, non hanno portato all’aumento della domanda di tv o decoder, ma questa potrebbe significativamente crescere con lo spegnimento del segnale “Mpeg 2 di canali di interesse nazionale”.

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