Sentinel-6 Michael Freilich, il satellite che verifica la salute degli oceani lancia un allarme preoccupante

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Fa parte del programma Copernicus, ha una precisione di 3 centimetri e monitora dallo spazio lo stato di salute dei nostri mari. 

Copernicus
Il satellite Sentinel-A osserva gli oceani dallo spazio (by Adobestock)

Sentinel 6-A, il satellite lanciato in orbita nel novembre del 2020 nell’ambito del progetto di Osservazione della Terra Copernicus, sta monitorando con estrema precisione la salute dei nostri mari. Il suo radar altimetro è stato sviluppato con la cooperazione di diverse organizzazioni americane ed europee, e venne creato insieme ad un satellite gemello chiamato Sentinel-B, che lo raggiungerà invece nello spazio nel 2025.

Sentinel-6A nel corso di questi anni ha però  cambiato anche il nome, prima in Jason Continuity of Service A, ora definitivamente in Sentinel-6 Michael Freilich in onore dello scienziato omonimo che si è distinto per parecchi anni come oceanografo della NASA prima di venire a mancare il 5 agosto del 2020. La sua missione è stata ideata per comprendere a fondo le superfici dei mari, la velocità del vento, il movimento e l’altezza delle onde, e utilizzerà un radar che serve a mapparne con esattezza la topografia.

Come cambia la nostra conoscenza degli oceani grazie alla missione di Sentinel-6 Michael Freilich

Programma Copernicus
Il programma Copernicus monitora la salute dei nostri mari (by Adobestock)

Al momento l’ altimetro in dotazione di Sentinel-6 Michael Freilich gli consentirà di monitorare l’aumento del livello dei mari con un’ asticella di precisione massima fissata a 2,9 centimetri, e sta seguendo in orbita il satellite più vecchio chiamato Jason-3 di cui è destinato ad ereditare i maggiori compiti scientifici.

Entrambi al momento stanno lavorando ad una quota di 1330 metri, dove resteranno per i prossimi dodici mesi ad una distanza di trenta secondi l’uno dall’altro. Sarà molto importante equiparare i diversi risultati ottenuti dai due satelliti per istruire i ricercatori sulle differenze di rilevamento statistico, così da poter correggere eventuali valutazioni meteo, prevedere uragani ed anticipare sciagurate catastrofi naturali.

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Insieme stanno monitorando il 90% degli oceani mondiali e valutando le temperature delle acque o l’innalzamento del livello dei mari a intervalli regolari, per poi inviare sulla terra i dati raccolti. L’altimetro radar a doppia frequenza Poseidon-4 utilizza le modalità SAR (synthetic aperture radar) e LRM (low-resolution modes), che combinate insieme consentono di ottenere immagini ad alta definizione.

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La preoccupazione principale dello studio sono i cambiamenti climatici e prevenire un’esondazione dei mari, dato che moltissimi milioni di persone attualmente vivono in città costiere e ne subirebbero conseguenza gravissime. Ad ogni modo, i radar sono stati sviluppati dall’ESA e funzionano tramite l’invio di segnali elettromagnetici. Speriamo funzionino davvero.

 

 

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