Il Canone RAI non si paga più: ritorno al passato e addio ad una delle più detestate tasse italiane

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Gli italiani detestano le tasse, e una delle tasse più odiate è il Canone Rai. E l’introduzione del pagamento di questa tassa nella bolletta dell’energia elettrica, voluta dalla riforma Renzi, ha sicuramente contribuito ad aumentare l’avversione per questa imposta. Ma finalmente pare ci siano buone notizie in merito.

Canone Rai fuori dalle bollette (Adobe Stock)
Canone Rai fuori dalle bollette (Adobe Stock)

E’ di questi giorni infatti la notizia che il canone Rai è ufficialmente stato eliminato dalle bollette dell’energia elettrica e presto gli italiani ne vedranno gli effetti. Una vera liberazione anche se non si sa se la tassa verrà eliminata definitivamente o se cambierà solamente la modalità di pagamento.

Canone Rai, dopo lo “sconto” esce dalle bollette

Bolletta (Adobe Stock)
Bolletta (Adobe Stock)

Il Canone Rai al momento è incluso nella bolletta dell’energia elettrica e incide per un importo di 9 euro al mese (18 euro ogni bolletta bimestrale) fino al raggiungimento di 90 euro l’anno per la sua riscossione.

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La nuova direttiva prevede invece che la tassa venga estromessa dalle bollette e che quindi gli utenti tornino a pagarla al di fuori dei conti dell’energia elettrica. Un ritorno al passato, quando il canone Rai si pagava in unica soluzione (e veniva però evaso con molta facilità) e non era “succhiato” dai conti della luce.

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A spingere per questa nuova riforma sembra essere stato un intervento dell’Unione Europea, secondo cui il canone Rai incluso nelle bollette della luce rappresenterebbe degli “oneri impropri” sui costi dell’energia. Di fronte a questa richiesta, l’attuale Premier Mario Draghi ha immediatamente accettato e renderà presto operativa questa decisione.

Questa nuova riforma va quindi a rispettare l’impegno preso nei confronti dell’unione europea all’interno del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, in cui viene promessa la cancellazione dell’obbligo per tutti i venditori di elettricità di «raccogliere tramite le bollette somme che non sono direttamente correlate con l’energia».

Si ritorna quindi al passato, con il Canone Rai che finalmente non sarà più prelevato dalle casse degli italiani in maniera forzata ma verrà nuovamente pagato a parte, probabilmente in unica soluzione, ma di certo con sarà più incluso in un conto che niente ha a che vedere con questa tassa.

Il canone Rai fu istituito nel 1938 dal Governo di Benito Mussolini con il Regio decreto numero 246 del 2 febbraio 1938. Inizialmente la tassa fu voluta per finanziare la propaganda del regime fascista e in un’epoca in cui il televisore era stato inventato da poco ed era esclusiva di pochi cittadini abbienti, il canone era richiesto soprattutto per il possesso della radio

Il canone Rai inizialmente costava 8 lire l’anno. Nel 1954 il costo annuale dell’abbonamento Tv era salito a 15mila lire.   Nel 1977 iniziò la differenziazione di costi per la Tv bianco e nero e quella a colori: per la prima era richiesto un canone di circa 25mila lire mentre per la secondo l’importo era di circa 49 euro.   Andando avanti negli anni la differenziazione tra i due tipi di abbonamento è andata via via assottigliandosi poichè sempre meno italiani avevano un televisore bianco e nero con la massiccia diffusione di quello a colori, ma solo nel 1992 l’imposta si è unificata (basti pensare però che l’anno precedente, 1991, la differenza tra i due canoni era di sole 4mila lire: 138mila lire per la tv bianco e nero, 142mila lire per quella a colori).

 

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