Vuoi andare su Marte? La NASA sta reclutando personale per le prossime missioni

I volontari vivranno per un anno intero in un habitat che ciò che gli astronauti troveranno realmente sul Pianeta Rosso.

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La NASA sta cercando volontari per una simulazione (by Adobestock)

Ottime notizie per tutti coloro che hanno sempre sognato di recarsi su Marte. La Nasa, l’agenzia governativa preposta al programma spaziale e alla ricerca aerospaziale degli Stati Uniti d’America, ha iniziato un casting per i volontari che prenderanno parte alla prima simulazione delle condizioni di vita sul Pianeta Rosso. Età richiesta tra i 30 e i 55 anni, oltre ad un master in ingegneria, matematica o altre materie scientifiche.

Il progetto prende il nome di Analog, ed offre ai prescelti la possibilità di trascorrere un anno intero in uno spazio di 150 metri quadrati che ricrea alla perfezione l’ambiente che l’uomo in futuro troverà davvero su Marte, dove è previsto che possa realmente metter piede intorno al 2030.

Il progetto Analog dunque non è che un antipasto di ciò che realmente, prima o poi, accadrà: al grido di “Marte needs you!” (“Marte ha bisogno di te!“, questo lo slogan lanciato), la NASA ha invitato a farsi avanti i temerari che andranno a formare il team della simulazione. Il piano dovrebbe essere avviato nell’autunno 2022, e avrà la durata di dodici mesi: un anno trascorso in isolamento dove prendere confidenza con situazioni di vita che, ancora non lo sappiamo con certezza, per l’uomo potrebbero rivelarsi davvero estreme.

La simulazione della vita su Marte: ecco come si svolgerà

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L’uomo dovrebbe arrivare su Marte entro pochi anni (by Adobestock)

Il progetto naturalmente è a lungo termine: gli intrepidi che accetteranno la sfida sono chiamati a far fronte ad alcune esigenze e rispondere a stimoli che si avvicinano ad una forma di vita alternativa ma allo stesso tempo molto affascinante. La sede della sperimentazione è il Johnson Space Center della NASA, e l sessioni prendono il nome di  Crew Health e Performance Exploration Analog.

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Obiettivo è vedere come gli individui risponderanno alle “avversità” simulate nel corso dell’intero anno di test: i risultati aiuteranno in seguito ad evitare che lo sbarco futuro su Marte possa causare imprevisti o problematiche di altro tipo, non messe in preventivo. La ricercatrice Grace Doglas, messa a capo della ricerca sulla tecnologia alimentare avanzata presso i centri della NASA a Houston, ha dichiarato in tal proposito: “Le simulazioni sulla Terra ci aiuteranno a comprendere e contrastare le sfide fisiche e mentali che gli astronauti dovranno affrontare prima, durante e dopo il viaggio”.

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Un programma ambizioso, che vedrà i selezionati lavorare all’interno di un habitat chiamato Mars Dune Alpha e stampato in 3D, ove verranno ricreate le condizioni di Marte con tutte le possibili limitazioni del caso. Oltre alle condizioni di vita difatti verranno “provate” eventuali avarie alle strumentazioni, interferenze alle comunicazioni e numerosi altri fattori di disagio. Maglio affrontare subito ogni possibile bug, piuttosto che ritrovarsi all’ultimo momento a dover recriminare.

 

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