Quando la Tesla non crea incidenti, ma li evita: ecco la storia di chi ubriaco alla guida è stato salvato dall’autopilota

0
158

Benedetto Autopilot. Almeno stavolta nessuno avrà a che ridire. La suite di funzioni avanzate del sistema di assistenza alla guida offerte da Tesla, quel centraggio della corsia, il cruise control sensibile al traffico, il parcheggio automatico, i cambi di corsia automatici, ma soprattutto la navigazione semi-autonoma sulle autostrade, hanno salvato la vita a un giovane che si era addormentato al volante di una Tesla Model S, pensava di arrivare a casa grazie all’Autopilot.

un'azienda statunitense specializzata nella produzione di auto elettriche (Adobe Stock)
un’azienda statunitense specializzata nella produzione di auto elettriche (Adobe Stock)

Sì, proprio l’Autopilot di Tesla, che negli Stati Uniti è sotto indagine dell’ente per la sicurezza stradale, in Norvegia si è rivelato una mano santa, insieme a un bacetto della Dea Bendata. L’autista norvegese, lo scorso 30 luglio, è stato trovato privo di sensi al volante di una Tesla Model S, una macchina tanto bella quanto veloce e pericolosa, visto che la sua velocità massima si aggira fra i 250 e 320 chilometri orari, è capace di sprigionare una potenza da 670 a 1.020 CV. Un’accelerazione 0-100 km/h da 2,1 a 3,2 secondi.

Autopilot (di Tesla) sì, Autopilot no: this is the question

Tesla, l'Autopilot divide: è sotto inchiesta, ma salva vite umane (Adobe Stock)
Tesla, l’Autopilot divide: è sotto inchiesta, ma salva vite umane (Adobe Stock)

Nessuna emergenza medica, il ragazzo era semplicemente ubriaco, anche se lo ha negato una volta arrivato in caserma. Vero è che la berlina elettrica si è fermata completamente da sola in un tunnel, grazie all’Autopilot, ma è altrettanto importante notare il solito pizzico di fortuna, visto che il fatto che un automobilista di passaggio, preoccupato, ha notato la sua testa china sul volante e lo ha ripreso, avvisando le autorità.

LEGGI ANCHE >>> Tesla: crollo del titolo ion borsa, troppi incidenti con la guida autonoma: Musk ora nei guai

L’Autopilot di Tesla, dunque, divide. L’azienda sostiene che le caratteristiche riducono gli incidenti causati dalla negligenza del conducente e dall’affaticamento dovuto alla guida a lungo termine. Ma ad aprile 2020, la maggior parte degli esperti ha criticato aspramente Tesla accusandola che i suoi veicoli manchino dell’hardware necessario per una guida completamente autonoma. Nell’ottobre dello stesso anno, Tesla ha avviato e commissionato ai clienti un programma beta completo di guida autonoma negli Stati Uniti, dopo averlo testato da alcune migliaia di proprietari di Tesla. Altro vespaio di polemiche per la decisione di utilizzare consumatori non addestrati per convalidare il software beta come pericoloso e irresponsabile.

LEGGI ANCHE >>> Tesla mostra in foto Dojo, il supercomputer di Elon Musk per il training della AI

Come se non bastasse ci sono state nell’ultimo anno molte collisioni e morti che hanno visto coinvolti Tesla con il pilota automatico attivato, che hanno attirato l’attenzione della stampa e delle agenzie governative. Nel maggio 2021, Tesla è stata classificata ultima sia per strategia che per esecuzione nel settore della guida autonoma da Guidehouse Insights.
Elon Musk avrebbe fatto previsioni imprecise su quando Tesla avrebbe raggiunto il livello SAE 5 per anni. Inevitabile l’indagine da parte dell’ente per la sicurezza stradale, altrettanto attendibile l’episodio del giovane autista norvegese, salvo un po’ per miracolo un po’ per la navigazione semi-automatica. Autopilot (di Tesla) sì, Autopilot no: this is the question.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here