La nuova GeForce RTX 3080 Ti stupisce con i suoi 20GB e si da al mining sfrenato: le prime indiscrezioni in rete

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GeForce RTX 3080 Ti è qui, ed è semplicemente mostruosa. La versione con 20GB di memoria integrata lascia davvero senza parole, ma per ora solo in Russia. 

GeForce RTX 3080 Ti
GeForce RTX 3080 Ti con 20GB

Ci siamo. I tempi per l’arrivo nei mercato di GeForce RTX 3080 Ti sono maturi. Almeno in Russia dove, non si sa come e con quali giri “loschi”, è finita nelle case di alcuni appassionati. Nello specifico parliamo del modello con ben 20GB di memoria dedicata, 8 in più rispetto alla soluzione attualmente disponibile presso NVIDIA arrivata sugli scaffali a inizio giugno 2021.

Parliamo nello specifico del modello Gigabyte Gaming OC, il quale non presenta alcun supporto ai driver Game Ready di NVIDIA. Questo significa che, almeno per il momento, non è possibile utilizzarla per il suo scopo principale, ovvero sia… videogiocare. Tuttavia, come abbiamo imparato negli ultimi anni, le schede grafiche possono essere utili in svariati ambiti, su tutti il mining.

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NVIDIA RTX 3080 Ti: come è finita tra le mani dei russi? Si fa largo l’ipotesi prototipo

NVIDIA (Adobe Stock)
NVIDIA (Adobe Stock)

E qual miglior occasione se non questa: avere tra le mani quella che, letteralmente, rappresenta la scheda più potente al mondo. Ma come è possibile che una GPU non ancora disponibile sia finita in casa di qualche (fortunato) videogiocatore? Di fatto questo modello, come apparso in rete, non fa parte delle soluzioni LHR (Lite Hash Rate). Questo significa che non presenta alcun limitatore delle prestazioni con gli algoritmi alla base del mining di criptovalute.

Che siano alcuni prototipi finiti in commercio erroneamente? Le indiscrezioni degli scorsi mesi parlavano proprio di un modello di RTX 3080 Ti con 20GB di memoria GDDR6X, mentre sugli scaffali ci siamo trovati un modello con “soli” 12 GB di memoria, pur sempre GDDR6X su bus a 384 bit. Dunque tutto lascia pensare che il modello a cui facevano riferimento i rumor era proprio questo, messo poi da parte dai produttori a favore di una variante “depotenziata”.

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Ma parlando di prestazioni, e quindi mining, la scheda nelle mani del fortunato youtuber russo ha dato prova di essere un portento. Parliamo di un hash rate a 94 MH/s durante il mining di Ethereum. In altre parole una crescita del 60% rispetto a quanto può fare la sua sorella minore RTX 3080 Ti con 12GB. Il prezzo a cui è stata venduta la scheda è di 2600 euro, tutt’altro che fuori mercato nella logica del mining e dei suoi protagonisti.

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