La Polizia italiana ottiene taser e bodycam e AI per un futuro più sicuro e più garantista

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La tecnologia al servizio delle Autorità. Immaginare una Polizia italiana high tech in un futuro prossimo è possibile, plausibile, praticamente certo. Una delle forze dell’ordine facenti capo al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno verrà dotata di una serie di dispositivi altamente tecnologici, nel segno della sicurezza e del garantismo.

Un pistola Taser, dispositivo elettrico già in dotazione per gli agenti della polizia statunitense (Adobe Stock)
Un pistola Taser, dispositivo elettrico già in dotazione per gli agenti della polizia statunitense (Adobe Stock)

Axon, infatti, ha vinto la gara d’appalto europea per fornire i taser a polizia di Stato, carabinieri e guardia di Finanza. Axon è un’azienda americana, con sede a Scottsdale in Arizona, di produzione e distribuzione di pistole Taser, acronimo di Thomas A. Swift’s Electric Rifle, un’arma che produce una scarica elettrica (attraverso due freccette) per immobilizzare una persona per qualche secondo colpita per alcuni secondi. La scarica agisce direttamente sui muscoli, facendo cadere a terra la persona, che risulta immobilizzata fino a 30 secondi.

L’Italia ne ha comprati 4500”. Fra Ravenna, Venezia e Udine, per il momento. Lo rivela Loris Angeloni, amministratore delegato Axon Italia, in una recente intervista su La Reppublica. “Insieme alle Taser, ci saranno anche le cartucce necessarie e i contratti per i servizi di assistenza, manutenzione e formazione”.

Via libera alla formazione per le pistole Taser. “Gli agenti sono circa 250mila”

Pistola Taser, prove tecniche di polizia italiana High Tech (Adobe Stock)
Pistola Taser, prove tecniche di polizia italiana High Tech (Adobe Stock)

Il presente è il tempo della formazione. “Una prima fase dell’addestramento è terminata – continua Angeloni, ma l’uso vero e proprio inizierà a partire della seconda metà di novembre”. Eccolo il futuro prossimo all’orizzonte.

Gli agenti da formare sono ancora tanti, circa 250mila persone, comprendendo anche quelli della Penitenziaria, che però al momento sono esclusi dalla fornitura. Il ministero dell’Interno ha mostrato interesse anche per altri dispositivi”. Ovvero le bodycam, telecamere portatili, una sorta di “gigantesche” GoPro, che servono per monitorare l’attività circostante, già utilizzate dalla polizia americana da diversi anni, servono principalmente per registrare la loro condotta in servizio, ma anche per accertare eventuali responsabilità di terzi, durante controlli e accertamenti. “Per questioni normative – prosegue l’amministratore delegato di Axon Italia – non potevano essere compresi nella gara di appalti, ma probabilmente se ne parlerà in un secondo momento”.

Il Garante, per ora, ci va coi piedi di piombo in quanto le bodycam raccolgono dati personali e il loro impiego non può violare i diritti dei soggetti ripresi. Per questo, con i pareri n. 6197012 e 6197365 del 2017, il Garante ha disciplinato i tipi di trattamento effettuati per finalità di pubblica sicurezza, sancendo a quali principi in materia di privacy devono attenersi Organi, Uffici e Comandi di polizia.

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Con il primo parere l’autorità ha chiesto di escludere dai trattamenti finalizzati all’attività di pubblica sicurezza quelli compiuti per finalità amministrative e quelli per i quali non è dimostrata una correlazione diretta con la finalità di polizia.

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Con il secondo, ha chiesto al Ministero d’indicare i trattamenti che presentano rischi specifici per la persona. “Per il riconoscimento facciale è ancora presto – ammette Angeloni – non ci sono le condizioni”. Per tutto il resto c’è una polizia high tech.

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