Oppo e il suo smartphone foldable: davvero in arrivo a breve? – VIDEO

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Ad agosto con l’uscita dei suoi due pieghevoli, Samsung ha di fatto aperto una strada affollata, da milioni di persone impazzite per i nuovi smartphone. L’evoluzione dei cellulari del colosso sudcoreano e la riuscitissima promozione ha portato nuovi marchi ad avventurarsi in questo settore del mobile.

OPPO, è tutto pronto per l'entrata nel settore dei smartphone pieghevoli (Adobe Stock)
OPPO, è tutto pronto per l’entrata nel settore dei smartphone pieghevoli (Adobe Stock)

BOE avrebbe avviato le operazioni della sua terza linea OLED flessibile, rivela TheElec. La linea B12 del gigante cinese dei display a Chongqing, avrebbe fugato gli ultimi dubbi e dato il via libera a produzione, come rivelato da EheElec che fonti vicine alla nota azienda cinese.

La linea B12 si comporrebbe di tre fasi: la prima fase avrebbe avviato la produzione. La seconda inizierà a breve le operazioni, previste per il primo semestre del 2022. La terza fase sarebbe programmata per la seconda parte di 2020, massimo per l’inizio del 2023. Un po’ a rilento secondo le prime indiscrezioni (la prima fase di B12 era inizialmente prevista per l’inizio delle operazioni in ottobre), ma non poi così di tanto.

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Il leggero ritardo nell’avvio della prima fase non è insolito, pare che il programma della BOE per la B12 sia tutto sommato in linea con le intenzioni dei cinesi. Il primo cliente di B12 sarà OPPO. I primi preparativi sono già stati inseriti in B12, il che significa che probabilmente i pannelli inizieranno la consegna al produttore cinese di smartphone prima della fine dell’anno. Una volta completate tutte e tre le fasi di B12, la fabbrica avrà una capacità di 48.000 substrati Gen 6 (1500×1850 mm) al mese. Ogni fase aggiunge 16.000 substrati al mese in capacità di produzione.

BOE, che ha stabilimenti di produzione a Pechino, Hefei, Chengdu, Chongqing, Fuzhou, Mianyang, Wuhan, Kunming, Suzhou, Ordos e Gu’an, ma anche centri globali di marketing e ricerca e sviluppo in 19 paesi, fra cui Giappone, Corea del Sud, Singapore, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, India, Russia, Brasile e Dubai, sarebbe in grado di replicare la stessa produzione anche in altri due stabilimenti, situati nella provincia del Sichuan, sempre con un output di 48.000 substrati.

Facendo due calcoli, l’azienda cinese, fondata nell’aprile del 1993, potrebbe sfornare circa 144.000 schermi OLED flessibili al mese, con una capacità produttiva pari a quella di Samsung e ben superiore a quella di LG. A conferma del suo volli fortissimamente volli, BOE ha recentemente effettuato ordini ai produttori di apparecchiature globali e sudcoreani per i kit che prevede di utilizzare nella terza fase, che entreranno in B12 nell’aprile del prossimo anno.

Anche le altre due linee OLED di BOE nella provincia del Sichuan, B7 e B11, hanno una capacità di 48.000 substrati al mese. B7 ha iniziato le operazioni nel 2017 e B11 nel 2019. Una volta che B12 avrà completato tutte e tre le fasi, l’azienda cinese avrà una capacità di produzione OLED di 144.000 substrati al mese.

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Ciò equivale alla capacità di produzione OLED di Samsung Display (per la sesta generazione) di circa 140.000 substrati al mese. Nel 2019, si trattava di 165.000, ma la capacità è stata ridotta quando l’azienda sudcoreana ha iniziato ad applicare nuove tecnologie sui suoi pannelli come i transistor a film sottile di ossido policristallino, a bassa temperatura.

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La capacità di Samsung Display tornerà a 165.000 substrati al mese intorno al 2023, ossia quando la sua nuova fabbrica A4E inizierà la produzione, insieme alle linee A3 e A4 esistenti.

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