L’Europa riduce l’IVA alle piattaforme di streaming: forse ora diminuiranno i costi degli abbonamenti per gli utenti?

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Chissà se sarà realmente una bella notizia. Chissà se veramente diminuiranno i costi degli abbonamenti online per gli utenti. Chissà. Sta di fatto dall’Ecofin arriva il via libera per una nuova direttiva che aggiorna le liste dei beni e servizi sui quali gli Stati dell’Unione Europea possono ridurre l’imposta.

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IVA ridotta alle piattaforme di streaming (Adobe Stock)

Salute pubblica e ambiente, ma soprattutto digitale. Il Consiglio continentale Economia e finanza, composto dai Ministri delle finanze degli stati membri, riduce di fatto l’IVA sul molti settore del digitale, fornendo delle agevolazioni che interessano un po’ tutti.

Accesso a internet, in primis. Ma anche un costo minore relativo alla diretta streaming di eventi culturali e sportivi, che si sommano ai bene, naturalmente, inerenti alla salute pubblica, dispositivi medici, perfino prodotti igienici assorbenti. Nell’elenco dei settori da aggiornare anche quotidiani e periodici.

La direttiva c’è. Entro marzo l’approvazione o meno del Parlamento Europeo

Parlamento Europeo (Adobe Stock)
Parlamento Europeo (Adobe Stock)

La direttiva europea non obbliga gli Stati Ue a ridurre l’IVA, questo è importante saperlo, ma allarga la forbice delle maggiori libertà che permetteranno un taglio all’imposta di determinati settore, stabiliti dall’UE. “Tutti gli Stati membri devono essere trattati allo stesso modo e devono pertanto avere le stesse possibilità di applicare le aliquote ridotte – si legge nella direttiva Ecofin – che dovrebbero tuttavia rimanere un’eccezione rispetto all’aliquota normale“.

Una tale parità di trattamento – si continua a leggere – può essere conseguita consentendo a tutti gli Stati membri di applicare ai beni e ai servizi ammissibili, entro limiti definiti, un massimo di due aliquote ridotte pari almeno al 5%, un’aliquota ridotta inferiore al minimo del 5% e un’esenzione con diritto a detrazione dell’Iva a monte“.

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L’Ecofin ha le idee chiare al riguardo: entro il 2030 non potranno più applicare aliquote ridotte ed esenzioni a beni e servizi ritenuti dannosi per l’ambiente e per gli obiettivi Ue. Le nuove norme, però devono entrare in vigore per la prossima primavera, e gli Stati Membri avranno tempo per metabolizzare la direttiva entro e non oltre il 2024.

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La direttiva proveniente da Bruxelles deve essere approvata dal Parlamento Europeo, che deciderà se farla diventare norma entro marzo 2022. Da aprile in pratica gli Stati Membro saranno tenuto ad adottarla. Una direttiva, comunque, che si inserisce proprio in un momento in cui molte note piattaforme, come Netflix o – probabilmente DAZN – hanno lasciato intendere che ritoccheranno i propri abbonamenti. E qui che ritornano i dubbi: chissà se la direttiva Ecofin sarà realmente una bella notizia. Chissà se veramente diminuiranno i costi degli abbonamenti online per gli utenti, attualmente verso il rialzo. Chissà.

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