Il Magistrato robot è realtà: come nei film di fantascienza una macchina ci giudicherà

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Robocop nella storia del cinema ha scritto pagine interessanti, piacevoli e anche divertenti. Ma l’idea che un robot possa giudicare un essere umano nella realtà fa riflettere, preoccupa. E’ quanto sta accadendo in Cina.

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Dalla Cina arriva il magistrato robot – Adobe Stock

Alcuni ricercatori asiatici stanno testando una nuova macchina che con l’ausilio dell’intelligenza artificiale (AI) sarebbe in grado di identificare i crimini e sporgere denuncia, rivela il South China Morning Post.

Un magistrato-robot testato a Shanghai Pudong, la più grande procura distrettuale del paese: può presentare un’accusa con una precisione superiore al 97% sulla base di una descrizione di un sospetto procedimento penale. “Il sistema può sostituire in una certa misura i pubblici ministeri nel processo decisionale“. Così, l’agghiacciante sintesi dei ricercatori cinesi, in un articolo pubblicato sul Management Review.

Otto reati e quasi il 100% di precisione in oltre 17mila in un lustro di sperimentazione

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Il nuovo magistrato robot è molto preciso nel giudicare i reati – Adobe Stock

La macchina è costruita su uno strumento di Intelligenza Artificiale esistente, chiamato System 206, già peraltro utilizzato dalle autorità di Shanghai per aiutare a valutare le prove e decidere se un sospetto criminale fosse pericoloso o meno. Secondo i ricercatori, la tecnologia era ancora acerba, o per meglio dire piuttosto limitata, in quanto non poteva “partecipare al processo decisionale di presentazione di accuse e sentenze“. Dalla base, però, si sta cercando l’altezza della situazione.

Già, a quanto pare lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale sarebbe arrivata a identificare e rimuovere le informazioni irrilevanti in un caso, oltre ad essere in grado di elaborare il linguaggio umano nella sua rete neurale. Il magistrato-robot, sempre secondo i ricercatori, è capace di identificare e accusare, con bassissima percentuale di errore, in otto crimini più comuni di Shanghai: frode con carta di credito, gioco d’azzardo, guida spericolata, aggressione intenzionale, intralcio a un ufficiale, furto, frode e persino dissenso politico.

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L’inclusione del dissenso, ma non solo, ha sollevato preoccupazioni sul fatto che il sistema possa essere adottato dal regime cinese e utilizzato come arma per reprimere le proteste politiche. Più in generale c’è da preoccuparsi proprio per il principio secondo cui un magistrato-robot può colpevolizzare una persona.

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Purtroppo, però, è tutto vero: il software è stato realizzato dalla Procura del popolo di Shanghai Pudong e già utilizzato in oltre 17mila casi, sperimentato tra il 2015 e il 2020. Un lustro nel quale il magistrato robot avrebbe valutato i reati basandosi su tre fattori: valutazione delle prove, elaborazione dei presupposti per l’arresto e calcolo della pericolosità del sospettato. Il dato statistico che la sua precisioni sfiori del il 100% non fa star meglio. E’ proprio quell’idea che gli esseri umani in futuro potrebbero essere giudicati da un robot, non va proprio giù. Meglio limitarsi a rivedere la saga di Robocop. Basta e avanza.

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