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WhatsApp e la grande fuga: milioni di utenti passano a Signal e Telegram

WhatsApp, la grande fuga. L’app di messaggistica istantanea di Mark Zuckerberg continua a perdere utenza in favore di Signal e Telegram. 

WhatsApp (via pixabay.com)

La nuova normativa sulla privacy, introdotta da WhatsApp poche settimane fa, ha dato il via ad un fuggi fuggi generale mai visto prima. Nonostante in Europa grazie al GDPR l’impatto di tali aggiornamenti non abbia lo stesso impatto che nel resto del mondo, prosegue la corsa all’alternativa, per la paura che qualcosa possa cambiare.

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Così sono ormai milioni gli utenti che hanno deciso di abbandonare – per sempre o per ora – WhatsApp. Dopo i numeri da record registrati nel corso del 2020, con un capodanno che ha fatto registrare 1,5 miliardi di messaggi e chiamate, prosegue l’inesorabile declino. Per comprendere qual è l’impatto che ha avuto l’introduzione delle nuove normative privacy di WhatsApp, basta visionare il numero di utenti che hanno scaricato le app concorrenti.

Signal ha guadagnato addirittura 7,5 milioni di utenti in tutto il mondo stando a quanto condiviso dalla commissione per gli affari interni al parlamento britannico. Telegram, come più volte specificato, si aggira intorno ai 25 milioni – e probabilmente più – di utenti.

Un totale di quasi 35 milioni di utenti persi da WhatsApp, che ora si trova alla ventitreesima posizione delle applicazioni più scaricate in UK – dall’ottavo posto iniziale. Ma ancora più incredibile è la curva esponenziale di Signal. Se prima non era neanche tra le prime mille posizioni, ora si trova in cima, al primo posto, senza nessun apparente rivale.

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A riconfermare l’esodo dovuto all’aggiornamento dei termini di servizio è Niamh Sweeney, direttore per le politiche pubbliche di WhatsApp in Europa. Nonostante tutto, il dirigente ha affermato che le modifiche avevano lo scopo di “fornire maggiore trasparenza” agli utenti sulle politiche preesistenti dell’azienda. Scopo che, a quanto pare, non è giunto come un qualcosa di positivo agli utenti.

Fabio Alberti

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