Non si accorgono che Zoom è live: dirigenti scolastici insultano i genitori – VIDEO

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Imbarazzante diretta Zoom per un intero consiglio scolastico: critiche e parolacce ai genitori, che però erano in ascolto. Dimissioni inevitabili.

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Zoom, la popolare app per video chiamate e conference call (photo by Anna Shvets from Pexels)

L’intero consiglio scolastico di una scuola elementare della California è stato costretto a dimettersi dopo un imbarazzante incidente durante una diretta Zoom. La popolare piattaforma per video chiamate e conference-call è fra gli strumenti più utilizzati sia per lo smartworking che per la didattica a distanza. Ebbene, i dirigenti di una scuola non si accorgono di essere in diretta e si esibiscono in una serie di critiche e insulti nei confronti dei genitori mentre questi ultimi erano in ascolto.

L’episodio è accaduto durante la riunione del mercoledì sera della Oakley Union Elementary School, scuola elementare di un distretto compreso fra San Francisco e Sacramento. All’inconsapevole diretta hanno preso parte il sovrintendente distrettuale, Greg Hetrick, la ex presidente del Consiglio, Lisa Brizendine, e i fiduciari Kim Beede, Erica Ippolito, and Richie Masadas. Oltre a, e qui casca l’asino, un nutrito gruppo di genitori. Ecco che cosa è successo durante la call.

Zoom, il consiglio scolastico insulta i genitori in diretta: “Vogliono i figli fuori dai piedi”

Zoom logo (image from twitter.com_zoom_us)
Imbarazzante incidente via Zoom per una scuola californiana (image from twitter.com_zoom_us)

Mentre i genitori erano all’ascolto, la Brizendine ha espresso chiaramente la propria opinione su di loro: “Se la prendono con noi perché hanno di nuovo bisogno dei loro babysitter“. Un’accusa abbastanza pesante, visto che normalmente un padre e una madre vorrebbero che i loro figli tornassero a scuola per imparare e divertirsi di più. Senza scuola, ragazzi e bambini sono costretti a passare le giornate chiusi in casa, di fronte a uno schermo che non fa che complicare l’apprendimento e annichilire le loro fondamentali esigenze di socializzazione.


Ma non è tutto, anzi. Masadas ha insinuato che i genitori vorrebbero sbarazzarsi dei figli per riprendere le loro losche abitudini a casa: “Mio fratello distribuiva marijuana a scopo terapeutico – ha detto in diretta -. Tutti i suoi migliori clienti mandavano i figli a scuola”. Tra genitori e chi usa marijuana a scopo terapeutico, il commento di Masadas mette insieme più di una categoria “sensibile”.


A un certo punto Kimberly Beede si è anche chiesta se i rappresentanti scolastici fossero in privato: “Siamo soli?”. Evidentemente ha pensato di sì, e così ne ha promesse a una madre che l’aveva criticata sui social per aver partecipato a una festa subito dopo che un ritorno a scuola era stato dichiarato poco sicuro: “Brutta s*****a, se ci riprovi ti f***o”. Una tipa veramente dura, insomma, proprio come Masadas, che dopo il riferimento alla marijuana terapeutica ha accusato i genitori di non essere altrettanto tosti: “È facile nascondersi dietro a uno schermo. Ma di persona è tutta un’altra storia”. Lui invece non ha paura di dire le cose in faccia…

C’è da chiedersi cosa avrà provato quando la Beede ha letto un messaggio testuale in cui un genitore faceva presente che il meeting era pubblico e che l’intero scambio di vedute era stato regolarmente ascoltato. Inoltre, il corrispondente della NBC, Bigad Shabad, ha condiviso i video sulla sua pagina Twitter. L’inevitabile conseguenza di una gaffe a dir poco inaccettabile sono state le dimissioni in blocco di tutti i protagonisti.

L’unico a scampare la bufera è stato il sovrintendente Hetrick, che ha spiegato in una lettera alla comunità che i genitori saranno informati sui prossimi passi. Una posizione non certo convincente la sua, visto che non ha solo assecondato la condotta dei colleghi, ma ha anche consigliato una nuova feature che taglia la comunicazione con i genitori dopo un certo lasso di tempo. Insomma, non sembra un dirigente che muore dalla voglia di ascoltare l’opinione delle famiglie.

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Nel frattempo, sono arrivate anche le scuse di Beede, Ippolito e Masadas. I tre si sono dimessi dopo che una petizione con oltre 7000 firme aveva chiesto la loro testa. “Siamo profondamente pentiti – hanno fatto sapere in una dichiarazione congiunta -. Sappiamo bene di essere dei modelli per gli studenti e lo staff didattico, e che è nostra responsabilità favorire la fiducia dei cittadini nei confronti del Distretto. Abbiamo fallito sotto entrambi gli aspetti e vi porgiamo le nostre più sincere scuse”.

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In attesa che un nuovo consiglio prenda servizio, sarà proprio il board della Contea a gestire la Oakley Union Elementary. E siamo certi che da ora in poi Zoom non avrà più segreti in questa scuola.

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