Vaccino Covid, una dose è sufficiente per chi ha già battuto il virus

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Covid Vaccino Covid, chi ha superato la malattia mostra dopo una dose la stessa risposta immunitaria di chi ne riceve due. Lo dice una ricerca del Mount Sinai, il prestigioso ospedale accademico di New York.

Vaccino Covid Pfizer BioNTech
Il vaccino di Pfizer/BioNTech (image from Pixabay)

Tutti coloro che hanno superato il Covid potrebbero aver bisogno di una sola dose di vaccino mRNA. A sostenerlo è una ricerca appena pubblicata dal Mount Sinai, il prestigioso ospedale accademico di New York. Sarebbe una svolta per l’andamento della campagna di vaccinazione, visto che abbatterebbe significativamente il numero di iniezioni da somministrare, ovviando almeno in parte alle carenze.

Lo studio è stato condotto da Viviana Simon, docente di microbiologia e dottore in malattie infettive, e Florian Krammer, professore di vaccinologia. I due accademici del Dipartimento di Microbiologia del Mount Sinai hanno testato un gruppo di 109 individui sani, suddiviso tra chi aveva già superato il Covid e chi aveva ricevuto la vaccinazione Pfizer/BioNTech o Moderna, i due farmaci autorizzati a novembre scorso dalla Food and Drug Association (FDA) e basati sull’RNA messaggero. Ecco cosa hanno annotato.

Vaccino Covid, una sola dose potrebbe bastare se hai sconfitto il virus

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Si stima che chi ha superato il virus abbia sviluppato una protezione di almeno sei mesi

Gli studi condotti finora hanno dimostrato che chi è riuscito a sconfiggere il virus si è assicurato un’immunità di almeno sei mesi nella peggiore delle ipotesi. La ricerca di Simon e Kramer ha rilevato che gli individui guariti hanno sviluppato dopo una sola dose di vaccino la stessa o più alta risposta immunitaria rispetto al gruppo che ha ricevuto due somministrazioni di Pfizer o Moderna, a una distanza di tre, quattro settimane l’una dall’altra.

Nella fattispecie, chi ha avuto il covid ha mostrato delle difese tra le dieci e le venti volte più forti rispetto a quelle conferite da una sola dose a un individuo che non ha mai contratto il virus, e addirittura fino a dieci volte maggiori rispetto a chi ha ricevuto entrambe le dosi. “I risultati ci dicono che gli effetti della prima dose su soggetti con un’immunità preesistente sono pari se non maggiori rispetto alla risposta in soggetti che non si sono mai infettati e che hanno fatto anche il richiamo”, ha spiegato la Simon.

Un sistema immunitario già preparato reagisce prima al virus

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Le proteine spike in evidenza intorno al coronavirus (Photo by Fusion Medical Animation on Unsplash)

 

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Lo studio ha indagato anche gli effetti collaterali dei vaccini. Anche in questo caso, è stata osservata una reazione più veloce ed evidente nei partecipanti che hanno già combattuto il coronavirus. Su 231 persone testate, 148 non avevano mai avuto il Covid, mentre 83 si’. Questi ultimi hanno lamentato sintomi come mal di testa, brividi, febbre, dolori muscolari e affaticamento, oltre ai semplici effetti collaterali topici comparsi in entrambi i gruppi.

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Secondo Simon e Krammer è logico che le cellule di un sistema immunitario già in grado di riconoscere il coronavirus abbiano una reazione “più vigorosa” appena entrano in contatto con le proteine spike. Perciò la dottoressa Simon suggerisce di testare le persone di cui non si conosce la storia “immunologica”: “Se lo screening sierologico rivelasse la presenza di anticorpi, un richiamo del vaccino potrebbe non essere necessario“.

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