Poimo, lo scooter gonfiabile che può essere riposto nello zaino

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In arrivo a marzo 2022 il primo scooter gonfiabile, creazione di ricercatori e studenti dell’università di Tokyo. Nato a maggio 2020, dopo mesi di lavoro e ricerche è pronto per approdare sul mercato a disposizione del grande pubblico.

Mobilità alternativa
Poimo, il primo scooter gonfiabile, in arrivo sul mercato a marzo 2022 – ComputerMagazine.it

Dal Giappone, terra di innovazione e tecnologia, è in arrivo una delle novità più attese; Poimo, l’e-bike gonfiabile. Le sue caratteristiche però non si limitano ad essere uno scooter portatile che può essere comodamente trasportato, entrando da sgonfio in uno zaino.

Poimo infatti è dotato di molte altre peculiarità; può essere allestito in varie forme, come quella di una moto o in una conformazione simile ad un divano. Può essere guidato in modo tradizionale oppure può essere direzionato con l’ausilio di una applicazione che trasforma l’iphone in un telecomando.

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La tecnologia di costruzione è altrettanto avveniristica: il mezzo infatti, che a differenza degli scooter tradizionali sarà dotato di quattro ruote, è composto con un materiale dotato di grande resistenza e contemporaneamente di grande elasticità: il poliuretano termoplastico. La propulsione, ovviamente sarà fornita da un motore elettrico.

La sua autonomia, pensata per un uso cittadino, è comunque molto elevata per un mezzo portatile; infatti sarà capace di percorrere 90 chilometri con una singola ricarica, garantendo una velocità massima di 15 chilometri orari.

Con Poimo si apre la strada verso la mobilità alternativa

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Con Poimo il Giappone apre la strada della mobilità alternativa – ComputerMagazine.it

Secondo Hiroki Sato, uno dei ricercatori, la mobilità di Poimo è orientata agli spostamenti di routine, come il tragitto casa-lavoro; oltre a questa funzione, la sua versatilità di mostrerebbe preziosa per tutti quegli spostamenti in zone poco collegate, sprovviste di mobilità pubblica, permettendo così di svolgere una funzione di cerniera.

L’idea di uno scooter che entri comodamente in uno zaino però nasce per la realtà delle metropoli giapponesi: in quel caso il problema non sono i collegamenti, ma la grande difficoltà nel trovare parcheggi. La possibilità di avere un mezzo letteralmente “a portata di mano” senza bisogno di trovare un posteggio per il proprio mezzo, a pagamento e lontano dal luogo di lavoro sarà quindi rivoluzionaria anche e soprattutto per la vita delle metropoli.

L’invenzione è stata presentata a CHI 2020, la “Conferenza sui Fattori Umani nei Sistemi di Calcolo”; più precisamente alla Association for Computing Machinery, una associazione accademica internazionale specificamente dedicata a scienziati e ricercatori informatici.

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Ormai sempre più ricercatori, seguiti attentamente dai grandi marchi dell’automotive, si concentrano su progetti simili; questi saranno sempre più richiesti dal grande pubblico visti i cambiamenti epocali in corso nell’urbanistica, nell’energia e nella stessa società.

Per questo il concetto di Soft Mobility è cruciale e lo sarà ancora di più nei prossimi anni: una tipologia di mobilità che riesca a sposare sostenibilità ambientale, alleggerimento della mobilità pubblica e qualità della vita sarà al centro della politica e del mercato nel prossimo futuro.

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