Quali sono i brand più imitati quando si tratta di email truffa? Scopriamoli insieme

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Le email sono uno degli strumenti prediletti per mettere in atto truffe nei confronti degli utenti. Le frodi informatiche sono infatti ormai una delle metodologie più diffuse di crimine in rete. Per metterle in atto i malintenzionati utilizzano nomi e marchi famosi per carpire la fiducia delle vittime.

Cyber Crime
Per mettere in atto truffe informatiche i cyber-criminali utilizzano il nome di marchi celebri – ComputerMagazine.it

Ormai le frodi informatiche sono all’ordine del giorno; considerando l’importanza centrale di internet nella vita di tutti i giorni, con un volume di transazioni su scala globale, la criminalità ha spostato il proprio raggio d’azione sulla rete, alla ricerca di nuovi settori di malaffare per derubare gli utenti.

Per fare questo però è necessario sapersi muovere con destrezza, riuscendo ad ottenere la fiducia degli utenti per farsi comunicare dati sensibili e codici privati. Il phishing infatti è uno dei metodi prediletti di truffa in rete; quando va a segno permette di avere completo accesso ad account privati.

Una delle tecniche più usate consiste nel farsi passare per un marchio famoso, che richiede informazioni per poter erogare un servizio. Al primo posto di questa poco invidiabile classifica c’è DHL, il colosso delle consegne. Molte email truffa infatti avvertono l’utente della consegna di un pacco, ovviamente inesistente, per carpire informazioni riservate.

Al secondo posto nella classifica appare Microsoft; sapersi spacciare per la multinazionale informatica può dare accesso a molte informazioni, considerando il suo predominio, solo da pochi anni insidiato da nuovi player nel settore tecnologico. Il terzo posto invece è riservato all’applicazione di messaggistica istantanea Whatsapp.

Gli anziani le vittime preferite dei cyber-criminali

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Gli anziani sono le vittime predilette della criminalità in rete – ComputerMagazine.it

Il quarto posto di questa classifica del cyber-crimine appartiene a Google; la sua pervasività, come principale motore di ricerca mondiale, è un ottimo ponte per arrivare ad un gran numero di persone: difatti questo tipo di attività punta sui grandi numeri per raggiungere i propri scopi delinquenziali.

Al quinto posto si piazza Linkedin, uno strumento potenzialmente interessante in quanto di fronte alle comunicazioni di questo social molti utenti potrebbero abbassare la guardia, credendole notizie utili per la ricerca di un lavoro. Curiosamente Linkedin è l’unico social ad apparire nei primi posti della classifica.

Infine, al sesto posto, appare Amazon: come per DHL, anche la truffa di Amazon approfitta dell’attesa di un pacco per carpire informazioni sensibili. In particolare questa attività illecita ha più successo nei periodi di festività, quando vengono emessi tanti ordini ed è più probabile trovare una vittima che sia effettivamente in attesa di una consegna.

Le vittime predilette di queste attività sono purtroppo gli anziani: difatti la loro minore dimestichezza con la tecnologia e gli strumenti informatici li rende molto più passibili di inganni e truffe. Il semplice inserimento di un dato potrebbe, nella situazione sbagliata, rappresentare la differenza tra l’erogazione di un servizio ed una spiacevole sorpresa.

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