Il mega telescopio James Webb è in cerca di tracce di vita aliena: ora si punta ai pianeti della Via Lattea

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Le premesse per un lavoro con i contro fiocchi c’erano tutte già dalla sua creazione e dal suo lancio nello spazio. E i primi risultati che sta portando, dati alla mano, dimostrano che le aspettative saranno ben presto superate. Stiamo parlando ovviamente del telescopio spaziale James Webb, che sta esplorando lo Spazio in modi e maniere mai viste prima.

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James Webb – Adobe Stock

Stando a quanto si è potuto vedere fino ad ora, James Webb potrebbe andare anche oltre le sue competenze “base”, e coadiuvare la ricerca di altre forme di vita nello Spazio grazie alla sua modalità di esplorazione dei Pianeti lontani dalla Terra.

Ovviamente James Webb non è un telescopio pensato e creato appositamente per cercare nuove forme di vita, ma solamente per riportare in immagini quello che dallo Spazio ci viene offerto grazie alle sue esplorazioni, ma a suo modo anche questo tipo di ricerca può essere utile a dare informazioni circa un’eventuale forma di vita extraterrestre.

James Webb e quel pianeta così vicino… sarà una nuova Terra?

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James Webb – Adobe Stock

Grazie alle lenti del telescopio James Webb, ad esempio, gli scienziati potranno esaminare la cosiddetta “biofirma” dei pianeti di altre galassie. Ma vediamo innanzitutto cosa è la biofirma.

Questa viene “siglata” quando, al passaggio della luce sulla superficie di un materiale o dentro a un gas, alcune sue lunghezze d’onda restano intrappolate più di altre. L’analisi di queste sostanze potrebbero dare l’idea esatta della possibilità o meno di vita su quel pianeta, ad esempio in caso rimanessero incastrati ossigeno o metano o gas simili.

Naturalmente James Webb non è in grado di riconoscere la differenza tra questi materiali, ma sicuramente può catturare la rifrazione della luce attraverso questi gas e da questo spettro luminoso è possibile per gli scienziati valutare di cosa sia fatto il Pianeta e se ci sia possibilità di vita.

In questo senso James Webb si è già dato da fare, e tra le ultime analisi troviamo il gigante esopianeta gassoso WASP-96b. Lo spettro luminoso di questo grandissimi Pianeta ha rivelato, in effetti, la presenza di acqua e di formazioni nuvolose, rilevate grazie alla capacità di analisi di James Webb, anche se gli scienziati hanno valutato che la vita non sia possibile su un Pianeta così grande e soprattutto così caldo.

Invece presto James Webb analizzerà un esopianeta potenzialmente abitabile che si trova a solo 39 anni luce dalla Terra, ne ha le stesse dimensioni, si chiama TRAPPIST-1e e chissà che non possa essere veramente una sorta di “Terra-2” dove andare a cercare nuove forme di vita o, addirittura, coronare il sogno di colonizzazione di un altro Pianeta da parte del genere umano.

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