Facebook ed Instagram in crisi: l’idea di Zuckerberg è farli diventare a pagamento, ma cosa c’è di vero?

Una lo è già da un po’ in crisi, l’altra non sta reggendo il ritmo indiavolato di TikTok, per distacco il social (nonché marchio) più visto al mondo. Tempi duri per Mark Zuckeberg, servono in primis nuove idee.

Meta - Computermagazine.it 20220905
Meta – Computermagazine.it

Il CEO di Meta starebbe pensando davvero una sorta di paywall sia per Facebook sia per Instagram. Rientrerebbe nella riorganizzazione del big tech californiano per identificare o creare “possibili funzionalità a pagamento” per Facebook e Instagram. Perfino WhatsApp, che a differenza degli altri va benissimo, almeno secondo quanto rivela The Verge, che citerebbe un memo interno inviato ai dipendenti la scorsa settimana.

La nuova divisione. E’ questa la prima seria incursione di Meta nella creazione di funzionalità a pagamento nelle sue principali app social, che vantano tutte e tre miliardi di utenti. Il team è stato creato dopo che l’attività pubblicitaria di Meta ha subito gravi danni dalle modifiche al monitoraggio degli annunci di Apple su iOS, senza dimenticare un più ampio ritiro della spesa pubblicitaria digitale.

New Monetization Experiences: un carta che Mark Zuckerberg vuole giocarsi

Mark Zuckerberg - Computermagazine.it 20220905
Mark Zuckerberg – Computermagazine.it

Il gruppo, chiamato New Monetization Experiences, sarà guidato da Pratiti Raychoudhury, che in precedenza era a capo della ricerca di Meta. In un’intervista sempre all’autorevole The Verge, John Hegeman, ha affermato che la società è ancora impegnata a far crescere la propria attività pubblicitaria e che non aveva in programma di consentire alle persone di pagare per disattivare gli annunci nelle sue app.

Vediamo opportunità per creare nuovi tipi di prodotti – dice il vicepresidente della monetizzazione di Meta che supervisiona il gruppo – funzionalità ed esperienze per cui le persone sarebbero disposte a pagare e per cui sarebbero entusiaste di pagare”. Poco altro, quanto basta però per insinuare il dubbio.

Anche perché le entrate di Meta provengono quasi interamente dalle pubblicità e, sebbene abbia già diverse funzionalità a pagamento nelle sue app, il gigante dei social media non ha reso l’addebito degli utenti una priorità fino ad ora.

Hegeman ha minimizzato sulle funzionalità a pagamento, tranquillizzando gli utenti Meta, che, come tutti, quando si tratta di pagare storcono sempre il naso. Ma la divisione creata da Zuckerberg è più che un pensiero estemporanea, potrebbe diventare a breve una parte significativa dell’attività di Meta: “Se ci sono opportunità sia per creare un nuovo valore che linee di reddito significative e anche fornire una certa diversificazione – conclude – sarà certamente un discorso interessante da affrontare”.

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