La Cina non si ferma più: i nuovi progetti sono… spaziali!

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Spazioplani, propulsione termica, razzi riutilizzabili, stazioni orbitanti e tanto altro: il futuro è in arrivo.

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La Cina mira sempre di più alla leadership spaziale (by Adobestock)

Ormai lo stiamo dicendo da tempo, ed i numeri non ci smentiscono: la Cina è sempre più in prima linea per la conquista della leadership spaziale. I progressi del paese del Dragone nelle missioni sono stati notevoli, ed in questi giorni l’ingegnere Long Lehao (è lui la mente principale dietro la costruzione dei razzi della serie Lunga Marcia) ha svelato durante una conferenza stampa che si è tenuta ad Hong Kong i piani futuri.

Ancora lo spazio, dunque, nel centro del mirino: dopo le recenti spedizioni cargo di Tianzhou-2 e  l’attracco dei tre astronauti Liu Boming, Tang Hongbo e Nie Haiseng alla stazione spaziale di Tiangong nell’ambito della missione Shenzou-12, adesso si parla anche di razzi riutilizzabili (ad esempio i Lunga Marcia 8R), spazioplani ed avveniristiche stazioni orbitanti ad energia solare. Insomma, in questo preciso momento storico ogni passo della Cina sembra essere un’evoluzione inevitabile derivante dallo step precedente, ma oltre alle già citate cronache dal “palazzo celeste” non dimentichiamo poi la spedizione del rover Zurhong su Marte alla volta di Utopia Planitia o le avventure lunari di Chang’e-5 che ha prelevato alcuni campioni di roccia.

I nuovi orizzonti aperti dai progetti spaziali della Cina

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I nuovi porgetti della Cina sono stati esposti ad Hong Kong (by Adobestock)

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I nuovi progetti spaziali della Cina hanno come obiettivo principe la costruzione di una base lunare internazionale per la ricerca, insistere sul suolo marziano (stavolta portando però un equipaggio umano invece dei rover) e la realizzazione dei nuovi lanciatori pesanti Lunga Marcia 9 e Lunga Marcia 5DY di cui avevamo già parlato nei giorni scorsi. Oltre a questi però si guarda anche ai razzi riutilizzabili, tra cui Lunga Marcia 8 R (“R” sta per “riutilizzabile”) che dovrebbe esordire già nel 2022 al termine dei test finali sulle ali (che serviranno per le operazioni di rientro sulla Terra) e l’attivazione di dispositivi paracadute che ne aumenteranno la sicurezza complessiva.

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Tra gli altri motivi di interesse illustrati ad Hong Kong c’è anche la propulsione termica nucleare e una stazione spaziale ad energia solare, stesso raggio d’azione in cui si stanno muovendo ambiziosamente anche Russia e Stati Uniti. Nei piani della Cina la stazione ad energia solare potrà inviare l’energia prodotta tramite laser o microonde, con un primo prototipo di pochi kilowatt che sarà studiato già tra un anno e non supererà le 50 tonnellate (una volta ultimato, invece, il progetto prevede una massa di 660 tonnellate, l’idea è che venga costruita nel 2030 per poi arrivare nel 2050 a soddisfare richieste energetiche nell’ordine dei gigawatt). Infine, ultimi ma non ultimi, gli spazioplani, che dovrebbero esser presentati al mondo nel 2025 e avranno, come innovativa caratteristica principale, la capacità di atterrare sul suolo di altri pianeti come fa un normalissimo aeroplano sulla Terra.

 

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