Banksy apre uno shop online delle sue opere ma non è normale e-commerce

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Banksy si evolve e passa all’online, e più precisamente all’e-commerce. L’artista di strada di cui non si conosce la vera identità, dopo aver aperto un temporary store fisico qualche anno fa, ha deciso di darsi all’e-commerce con uno shop online, sul quale tuttavia acquistare un’opera non è così semplice.

Banksy, il poster della mostra a Mosca del 2018 (Adobe Stock)
Banksy, il poster della mostra a Mosca del 2018 (Adobe Stock)

Di Banksy si sa che è nato a Bristol a metà degli anni Settanta, è un artista e writer considerato uno dei maggiori esponenti della street art, ma la sua vera identità rimane ancora sconosciuta. Su chi sia realmente l’artista, sono state fatte molte speculazioni, ma nessuna di queste ha mai trovato riscontro nella realtà.

Banksy e il suo e-commerce, acquisti a sorteggio

Bansky, esibizione a Lisbona (Adobe Stock)
Bansky, esibizione a Lisbona (Adobe Stock)

Ma torniamo all’e-commerce di Banksy: cosa ha di così particolare? Tra le opere in vendita sull’e-shop, Bansky ha proposto ai suoi “clienti” oggetti come una palla da discoteca realizzata con l’elmetto di un poliziotto, tazze, magliette e via dicendo. Ma acquistare questi oggetti non è così semplice, non basta avere soldi e spenderli.

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Per poter acquistare sull’ecommerce di Banksy, il primo passo da compiere è registrarsi sul sito lasciando i propri dati personali. E fin qui, nulla da eccepire. Secondo step, invece, rispondere alla domanda “Does art matters?” (L’arte, vale la pena?).

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A questo punto, bisogna solo sedersi e aspettare, dal momento che l’artista effettua un sorteggio tra tutti coloro che si sono registrati e hanno chiesto di acquistare questa o quell’opera. Opere che, dal momento che sono “hand made” e tutte originali, sono anche pochine, e quindi non tutti possono averne una. Insomma, un acquisto fortunato o meno, a seconda dell’esito del sorteggio.

Nell’ultimo anno le opere di Banksy, specializzato nella tecnica dello stencil, sono state esposte anche a Roma, al Chiostro del Bramante. Da Love is in the Air a Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD, oltre 100 opere in esposizione nel centro della Città Eterna.

E’ Banksy stesso a spiegare il perché dell’utilizzo della tecnica dello stencil: «Facevo proprio schifo con la bomboletta, così ho cominciato a ritagliare stencil». In mostra, al Chiostro del Bramante grazie allo stencil: stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse dall’olio o dall’acrilico su tela allo spray su tela, dallo stencil su metallo o su cemento ad alcune sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato.

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